Addio a Silvia Fioretti, mamma-pediatra

A 78 anni stroncata da un male incurabile. Aveva fondato il Rustico Belfiore donando la sua cascina
Ritratto di Massimiliano Magli

Dopo don Silvio Galli, il «San Francesco» di Chiari, la città ha perso la sua «Santa Caterina». Nella notte tra domenica e lunedì è spirata Silvia Fioretti. Come per don Silvio, la 78enne era considerata nell'immaginario collettivo alla stregua di una santa, tanto sono state la sua generosità e la sua disponibilità nei confronti dei clarensi.
Un male incurabile ha messo fine alla vita di una grande pediatra (migliaia i bambini che ha curato e visitato, spesso gratuitamente), nonché filantropa, avendo fondato nel 1987 il Rustico Belfiore, centro diurno per disabili nonché canile e gattile autorizzato dall'Asl.
Luciana Piceni è tra i volontari che le sono stati più vicini fino all'ultimo: «Se n'è andata la mia seconda mamma. Domenica le ho scritto un ultimo messaggio d'affetto. Mi aveva chiesto di vegliarla una delle prossime notti. In fondo ci siamo illusi di un altro miracolo, ma sapevamo quanto fosse provata. Se ne va un monumento all'infanzia e alla disabilità: anche questa estate con la bombola di ossigeno aveva accompagnato i suoi ragazzi in montagna».
La donna aveva ricevuto anche il premio Bulloni dalla municipalità di Brescia, e due anni fa il riconoscimento civico del Comune di Chiari. Lascia un'intera comunità di amici e devoti, oltre alle sorelle Armanda e Valeria. La veglia di preghiera è fissata per questa sera, martedì, alle 20, nella casa del commiato di via Rudiano. I funerali si svolgeranno domani alle 14.30.
L'ex sindaco Mino Facchetti: «È stato un grande pediatra e si è presa cura di intere generazioni di bambini. E poi lei ha davvero spalancato le porte a una particolare attenzione e solidarietà verso il mondo dell'handicap. Donna di grandi passioni civili, ha dettato la testimonianza del bene più concreto».
Il sindaco Massimo Vizzardi: «E' una perdita enorme per la città. Questa estate l'avevo incontrata proprio in preparazione dei campi estivi che organizzava per i suoi ragazzi. Aveva uno spirito incrollabile nonostante le condizioni di salute».
Proprio da Fisto (in val Rendena) era scesa con una grave crisi respiratoria legata al suo male ed è iniziato un calvario che tuttavia non le ha mai impedito di lavorare (era tra le più importanti interpreti della tecnica riabilitativa Mézièrs, oltre ad essere pediatra e fisiatra. «Lo studio costante – ricorda Luciana – è stato il suo cibo, così come il suo lavoro e l'amore per i suoi ragazzi e gli animali abbandonati. Se ne va una donna immensa». Proprio ieri mattina, poche ore dopo la sua morte, ha deciso di raggiungerla in Cielo anche la sua cagnolina Betta.

Massimiliano Magli

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