Al Pronto soccorso giocava ai videogame

... e non rispondeva al telefono... Filmato dagli smartphone dei pazienti
Ritratto di Massimiliano Magli

Rischia il licenziamento o quantomeno un pesante provvedimento disciplinare il dipendente dell'azienda ospedaliera di Chiari, addetto al Pronto Soccorso, che nei giorni scorsi è stato pizzicato a trascurare il proprio lavoro per giocare al computer. A incastrarlo sono state alcune immagini girate col telefonino da alcune persone che si trovavano nella struttura ospedaliera. Secondo la ricostruzione, pressoché inconfutabile, il dipendente pubblico non avrebbe nemmeno risposto al telefono e in particolare a una chiamata, con tutta probabilità un’emergenza perchè impegnato a giocare al computer.
A girare il video sono stati alcuni utenti in settimana (per ragioni di privacy non riportiamo il giorno esatto).
Lo sgomento di chi ha assistito è cresciuto dopo che l'operatore avrebbe persino rifiutato la chiamata, riattaccando.
Tutto ora passa nelle mani dell'azienda ospedaliera che dovrà accertare direttamente con l'operatore le ragioni di questo comportamento, assolutamente grave. Non è escluso che vi sia un'azione anche penale perché tali atteggiamenti possono rientrare nei casi di omissione di soccorso.
Non è la prima volta che cose del genere accadono a Chiari. Qualche anno fa analoghi comportamenti furono persino intercettati in municipio, ma non si trattava si soccorrere, ma non si preferì ammonire verbalmente il dipendente e metterlo in guardia dal tenere staccato il telefono per non ricevere «disturbo» da colleghi o utenti.
La direzione, con Mauro Borelli, ha parlato di una «pronta reazione dell'azienda. Un caso isolato rispetto a una struttura che conta 48 mila accessi all'anno. Un buon pronto soccorso insomma, con personale altamente qualificato. Qualora ci fosse una mela marcia ringraziamo chi ce lo ha segnalato. Anche io l’ho saputo poche ore fa e ho attivato il Consiglio di disciplina. Vedremo di affrontare la situazione. Tengo tuttavia a ringraziare ancora tutto il personale del Pronto soccorso: va ricordato che ci sono 1600 operatori attivi e non si possono controllare in tempo reale e costantemente».
Ora la palla passa al Consiglio di disciplina, ma sui social network gli attacchi non si contano e c'è chi prima di qualsiasi consiglio interno chiede la sospensione e il definitivo licenziamento qualora dovesse essere accertato l'atteggiamento del dipendente. Alla vicenda si sta interessando anche Andrea Roda, responsabile del Ps clarense.

 

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