Bocchi, le Torbiere come la Provenza

Paesaggista da mezzo secolo, il clarense espone a Coccaglio fino al 26 maggio
Ritratto di mavi

Negli anni Settanta protestava con i gruppi ambientalisti contro gli sfregi al Parco dell'Oglio e ai parchi bresciani.
Oggi fa lo stesso, ma in oltre quarant'anni di carriera pittorica il clarense Franco Bocchi, oltre ai manifesti e agli slogan delle manifestazioni, ha dedicato tutta la sua arte alla natura. 
Paesaggista notissimo in provincia, espone dal 5 al 26 maggio a Coccaglio, con una personale suggestiva che racconta la sua Franciacorta e le Torbiere.
La rassegna porta in mostra circa diverse opere dedicate a questo paesaggio ormai vocato in tutto il mondo per le sue vigne e la sua dolcezza. Si svolgerà alla Galleria 1 F al 16 di via Palazzolo.
Gli elementi dell'acqua, dell'aria, della terra e del fuoco sono parte integrante di un naturista nei soggetti pittorici come Bocchi. 
«La Franciacorta, come pure il fiume Oglio - siega Bocchi - sono l'anima del mio percorso: mi interrogo spesso sull'attualità della mia pittura. I critici mi danno ragione, ma non mi conforta: chiedo di più, chiedo che il mio messaggio diventi universale perché ancora oggi la gente mi chiede perché dipingo la Franciacorta, le Torbiere e il fiume. 
La natura è vita: la gente me lo chiede perché dimentica che ad averla inquinata è la gente stessa. Sarebbe come chiedere a Renoir o a Van Gogh perché abbiano amato la Senna o il ponte di Langlois... 
Io non sono né l'uno né l'altro, ma canto la bellezza dell'arte del paesaggio con altrettanta devozione e con l'immensa paura della perdita della natura». 
La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 15 alle 20. Bocchi è noto anche per il suo legame con le Quadre. «Ho preso le Quadre a fine anni Settanta quando erano ancora una cosa dal futuro improbabile – spiega -: nei primi anni Ottanta erano già un’altra cosa. Ho ricostruito con costumi affittati alla Scala eventi letterari e storici come il Conte di Carmagnola, ho dipinto un palio e anche nel drappo che ho regalato alle Quadre l’elemento della natura spiccava con tutta la sua forza».

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