Chiari chiama Africa: arriva il top dell'oncologia americana

Fondazione Pellegrini: un convegno con il prof. Holladay, guru delle Casa bianca per i tumori
Ritratto di mavi

Internazionalizzazione.
Sarà la parola che tornerà a risuonare nel salone principale di Villa Mazzotti grazie alla Fondazione Pellegrini Forlivesi.
L'appuntamento è per stasera, 24 ottobre, alle 20.30.


Dopo l’incontro dello scorso giugno dal titolo «Il dialogo politico oggi- Dalla diplomazia internazionale a Chiari», che ha avuto come ospite Jack Zetkulic, mediatore nel conflitto serbo-bosniaco, la città delle Quadre tornerà ad essere al centro di un importante evento culturale.
Ospite d’eccezione il Prof. Blair Holladay, CEO dell’American Society for Clinical Pathology (ASCP), che illustrerà il progetto “Partners for Cancer Diagnosis and Treatment in Africa”, programma di diagnostica tumorale condotto in undici paesi subsahariani attraverso un percorso di training prestato a medici locali.
«Un servizio innovativo - ha spiegato Augusto Pellegrini - di primaria importanza per i paesi africani, dove la diagnostica riesce a malapena a sopperire alle esigenze primarie, che mi piaceva far conoscere alla nostra comunità». Nato inizialmente per la cura dell’Hiv, poi per la cura dei tumori, oggi il progetto dell’ASCP é attivo in 12 paesi africani per un’operazione da 150 milioni di dollari.
L’ufficializzazione è avvenuta nel 2015 alla Casa Bianca con la nascita del programma “Partners per la diagnosi e la cura dei tumori in Africa”. -“L’80% della popolazione mondiale – ha spiegato Holladay- vive in paesi in via di sviluppo.

Sono tutti nostri fratelli e sorelle e meritano lo stesso accesso a cure sanitarie, e lo stesso livello qualitativo di queste cure, che noi abbiamo negli Stati Uniti.
La Società Americana di Patologia Clinica crede ferventemente che l’assistenza sanitaria sia un diritto universale. Come possiamo stare a guardare e permettere che bambini muoiano di malattie curabili?”.
Il presidente della neonata realtà clarense è unito al Dottor Holladay da un rapporto di profonda amicizia: «Il Prof. Holladay - spiega infatti Pellegrini - è stato mio compagno d’Università, e siamo fratelli nella confraternita universitaria Kappa Sigma. Ci conosciamo dal 1981 e dal 1982 Blair frequenta Chiari. Era affezionatissimo ai miei genitori, ed è per me un vero fratello. Quello che sta facendo in Africa con tutto il suo staff, secondo me, è un chiaro esempio di come si aiuta chi ha bisogno: in modo concreto, efficace, formativo, con risultati statistici comprovabili. Il tutto riuscendo ad aggregare efficacemente associazioni professionali, organizzazioni governative, aziende private università e governi».
L’ASCP è impegnata in questo progetto dal 2015. L’obiettivo è quello di creare in loco una filiera sanitaria efficiente in grado di mettere a disposizione di chi è malato di cancro nei paesi più poveri, il know how indispensabile e le attrezzature mediche necessarie per riuscire a sconfiggere la malattia.
«Trovo - chiosa il presidente dell’Associazione Pellegrini Forlivesi- che sia importante portare a conoscenza del pubblico, clarense e non, dell’esistenza di queste encomiabili iniziative. Stiamo già lavorando per organizzare un altro evento simile in primavera».
Al tavolo dei relatori anche Mino Facchetti, storico ed ex sindaco di Chiari, il Direttore Generale dell’Asst Franciacorta, Mauro Borelli, il Prof. Francesco Curcio, Direttore dell’Istituto di Patologia Clinica dell’Università di Udine e Segretario-Tesoriere dell’Associazione Mondiale delle Società di Patologia Clinica e di Medicina di Laboratorio, e il Professor Massimiliano Corsi Romanelli dell’Università degli Studi di Milano, Presidente della Società Italiana di Patologia e Medicina Traslazionale, fresca di partnership con l’americana ASCP.
I due medici italiani illustreranno, in anteprima nazionale, i termini della nuova collaborazione, tra sfide comuni e progetti condivisi.

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