Coronavirus: i lombardi che fuggono

Le nonne vere querce ai tempi del "corona"
Ritratto di Massimiliano Magli

Aiutatemi a capire: stanotte con un amico italiano, a dispetto dei 20 anni in California, ridevamo come dei matti per i lombardi che scappano per la chiusura dei confini lombardi...
E da lì è stato un ridere continuo fino a perdere il fiato come in pochi altri casi nella mia vita.

Tutto è iniziato perché mi sono alzato per guardare la diretta di Conte che la davano per imminente alle 20 di ieri. A me questo ometto piace. 

Non so da dove venga, ma vederlo in un barile di merda così densa come non se n'è mai vista e tirare dritto è da favola. 

Hitler e Mussolini annunciavano guerre, questo la subisce da non so chi o cosa ma la subisce e sta reggendo un moccolo che pesa più del cero di Assisi. 

Stiamo vivendo un momento assurdo, uno dei peggiori per la nostra storia di sempre

E nel parlare ci rendiamo conto che siamo un periodo unico (adoro i periodi unici, anche negli acciacchi più o meno gravi che mi sono capitati). Troviamo una Regione che ha un'epidemia paurosa perché (e ve lo assicuro perché ho dovuto tirare il cancello di casa per evitare altre intrusioni) viviamo in un mondo in cui la gente è evidente che prenda Tone per Paol. Perché? Ecco perché:

A) I tuoi vicini di casa ti dicono che è gravissima la situazione e siamo allo stremo: ma vengono a casa a dirtelo e lavorano in posti dove frequentano qualche centinaia di persone al giorno 
B) Sempre una tua vicina di casa ti invita (mentre le scuole sono chiuse) a un festa di compleanno con «solo» una ventina di bambini (i nonni organizzano e fanno baby sitting)
C) Tuoi parenti vanno e vengono da luoghi di lavoro e fast food al grido di «se mi deve capitare capita»
D) Acuni dirigenti scolastici pensano di organizzare delle dirette in giornate in cui i bambini non hanno orari e in cui gran parte degli alunni non hanno fibra ottica né apparecchiature adatte alle dirette
E) Alcuni insegnanti statali, pagati da noi e unici insieme al mondo del pubblico a essere pagati con certezza in questo momento, si permettono di esprimere posizioni politiche sui social
F) Non ne ho trovato uno se non il parente in California a dirmi «preoccupati e stai a casa». Il vanto maggiore di certi Padanoidi è stato: «Ma va, di cosa ti preoccupi? Colpisce per lo più gli anziani e gli ammalati». 

Questo tipo di ragionamento è drammaticamente drammatico per la loro stessa vita e la loro stessa azienda: gran parte di questa gente ha confuso i soldi guadagnati con la vita ancora da vivere. Ha guadagnato molto lavorando 12 ore al giorno e sacrificando la propria famiglia. 
Non sono americani, sono italioti. I grandi americani come i grandi cinesi stanno comprando il mondo facendo lavorare gli altri e dando un valore crescente al tempo e al tempo non lavorato. 

La ricchezza, cari Padani, non è una misura del conto corrente, ma del tempo libero che vi siete conquistati insieme al denaro. Solo denaro uguale ignoranza e malattia. Quanto tempo avete dedicato ai vostri figli? Veniamo al dunque: se muore un nonno, muore una pensione, muore una figura di riferimento per le vostre crisi da genitori e di baby sitting emozionale per i vostri figli. Coglioni! Questo solo se volete ragionare a "soldi". Ma se muore un nonno e non volete ragionare solo per soldi e per il tempo che vi consente tenendovi i nipotini e altre cazzate, beh allora mettetevi a piangere disperati, perché è morta la vostra ancora di salvezza e la vostra nave ora la dovrete reggere senza più alcuna bussola parentale se non quella dei ricordi. Si è perso il valore del padre anziano e della madre anziana che da sempre fino a pochi anni fa avevano un'autorevolezza straordinaria e di riferimento. E ancora oggi la dovrebbero avere!

Da venti giorni i miei figli si affacciano a una finestra e salutano la loro nonna come fosse il Papa... Zero contatti, spesa sul pianerottolo e tante telefonate... 

La vita di una nonna è la vita di una nonna e – vado controcorrente – vale più di qualsiasi altra vita più giovane. A casa mia le querce adulte non possono valere come i germogli di soia. 

Andrà come andrà: ma ciò che doveva e poteva essere fatto è stato fatto.

Su chi non ha specchi e folleggia per la via vale l'adagio di mia madre: «Mah». 

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