Cugini è il candidato sindaco di Lega e centro-destra

Laurea alla Bocconi, 29 anni, 12 anni in forza alla Lega e segretario di sezione
Ritratto di Massimiliano Magli

Lo scacchiere della campagna elettorale clarense ha visto la prima vera mossa. Il candidato unico del centro-destra si è presentato ieri sera, nella sede della Lega, ed è Alessandro Cugini. 29 anni, diploma al liceo scientifico, una laurea alla Bocconi in economia e marketing e una lunga militanza nella Lega, Cugini è uno dei manager commerciali del gruppo Poligrafica San Faustino di Castrezzato.
Ancora minorenne, aderì al Carroccio nel 2007, diventando segretario della sezione di Chiari nel 2013. Ha poi affiancato l'unico consigliere leghista Roberto Campodonico, lavorando dietro le quinte dei consigli comunali degli ultimi cinque anni. Dal 2014 al 2016 ha guidato il gruppo leghista Giovani Franciacorta. Cugini sarà appoggiato da Forza Italia, Lista civica Gozzini e Fratelli d'Italia.


«Il programma – spiega Cugini – è già in larga parte definito. Tra le priorità c'è la sicurezza, a partire da una nuova caserma dei carabinieri che avevamo lasciato in consegna al centro-sinistra e che non abbiamo visto nemmeno avviare. Promettiamo più telecamere ma anche un servizio di custodia per Borgo Marengo, afflitto da un degrado insostenibile. Vogliamo che i cittadini non soltanto vedano reati in calo, ma percepiscano più sicurezza. Mio nonno, Renato Carobbio, era in servizio a Chiari: vorrei che il suo sforzo e quello dei suoi colleghi non siano vanificati».
Tra le priorità anche la centralità di Chiari nell'area intercomunale. «Il sindaco Sandro Mazzatorta nel 2014 lasciò una Chiari capitale di tutto l'areale tra la Franciacorta e l'Ovest bresciano. Oggi – continua Cugini – non ci troviamo più nemmeno la guardia medica. Tra poco rischiamo di perdere anche la Guardia di Finanza e tutto mentre accogliamo due caselli della Brebemi. La stessa Brebemi doveva essere un'occasione straordinaria per fare marketing e non per subire solo il traffico. Invece a Caravaggio, Treviglio o Cassano d'Adda di Chiari sanno ben poco».

(fotoservizio Silvano Marelli)

 

 

Vota l'articolo: 
Non ci sono voti