L’ex municipio diventa biblioteca

A Cizzago la nuova sede del patrimonio librario
Ritratto di Massimiliano Magli

Da una stanza a un capolavoro tra i più rari della provincia. Ci sono voluti cento anni per il Comune di Comezzano-Cizzago per avere una biblioteca, non solo, un'intera villa in stile Liberty che fa invidia alle migliori biblioteche della provincia. Un progetto che è in dirittura d'arrivo e che si concluderà entro la prossima primavera, grazie a un domino di operazioni che ha consentito di liberare uno spazio magnifico per tale destinazione. Prima però bisognerebbe raccontare cosa abbia significato in tutti questi anni non avere di fatto una biblioteca. 
Nonostante il nuovo municipio, inaugurato più di dieci anni fa in piazza Europa, la biblioteca del paese non ha mai avuto il diritto di chiamarsi così, essendo ridotta a una stanza in cui erano raccolti alla bell'e meglio i libri e i piccoli tesori accumulati dall'Amministrazione comunale. 
Opere antiche, libri di storia locale, di narrativa, di medicina, enciclopedie, album musicali e dvd: tutto era praticamente ridotto perennemente a un'accatastamento tipico di un monolocale che doveva traslocare da una vita, con il risultato che molte opere non erano nemmeno facilmente raggiungibili, poiché ciò che non ci stava finiva immagazzinata in scatole. Per non parlare ai limiti per gli acquisti, vista la scarsa capacità fisica della biblioteca. 
Entro primavera invece la nuova biblioteca sarà l'ex municipio a Cizzago, grazie al progetto del Comune che ha spostato la casa delle associazioni nella vicina struttura che accoglieva la scuola materna, da quattro anni con una nuova sede a Comezzano, in via Restelli. 
Il vecchio municipio, con facciate in cotto e una suggestiva torretta in stile Liberty, sarà dunque presto la nuova sede della biblioteca che potrà espandersi e crescere come mai è stato possibile, visto che mai finora Comezzano-Cizzago ha avuto una sede adeguata per tale destinazione. 
Un mero trasloco? «Per niente – spiega il sindaco Mauro Maffioli – poiché abbiamo investito oltre 50 mila euro per adeguare gli ambianti alla nuova destinazione. 
La distribuzione degli spazi rimane pressoché la stessa, ma abbiamo dovuto controsoffitare per ottemperare a quanto disposto dai vigili del fuoco e dalle normative antincendio. 
Avremmo potuto tenere i soffitti in legno ma i costi per il trattamento del legno sarebbero stati enormemente superiori. 
Inoltre abbiamo messo mano ai servizi igienici e ad altri spazi che sono stati riammodernati».

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