Victor

Ritratto di Massimiliano Magli

Domenica mattina movimentata in piazza Umberto Primo, è domenica 5 giugno del 1921, Festa dello Statuto e di San Bonifacio Vescovo. 
Data che ai molti non dirà nulla, ma per i clarensi di quel tempo era un giorno davvero speciale. 
Innanzitutto per i cittadini di Chiari, San Bonifacio Vescovo per chi non lo sapesse, è il "quarto" compatrono di Chiari (a seguito di San Faustino e Giovita  e di Sant'Agape), i cui resti completi sono conservati nel nostro Duomo, all'altare delle Reliquie. C'è da aggiungere che questa giornata per Chiari  ha un valore aggiunto non indifferente perché vedrà come protagonista il Monumento ai Caduti per la Patria e la sua inaugurazione. La cartolina fotografica (in termine tecnico si chiamano così questo tipo di immagini) che stiamo esaminando ci catapulta in quella  prima domenica di giugno. 
Le sentite le voci? 
Lo sentite in brusio, l'entusiasmo che animano questa piazza? Tutti pronti per festeggiare insieme. Festa di Chiari che vuole regalare un ricordo indelebile nel tempo alla sua comunità,  ricordando il sacrificio dei suoi caduti durante la Grande Guerra del 15-18. 
Il monumento viene presentato ai clarensi dopo una grande cerimonia e relativa benedizione eseguita addirittura da Giacinto Gaggia, il di allora Vescovo di Brescia. Tributo ai nostri caduti e non solo, già in progetto  dal 1919, dopo la fine della Grande Guerra appunto. Dalle carte e dai documenti  conservati presso l'Archivio Storico Comunale di Chiari, siamo riusciti addirittura a ricostruire tutto l'iter burocratico avvenuto durante tutta la sua realizzazione. Sapevate per esempio che il monumento in questione ha dovuto concorrere con altri progetti commemorativi presentati da diversi artisti dell'epoca? Si è addirittura "rischiato" di avere al posto di questo gigante di bronzo alto poco più di  cinque metri,  un'altro monumento alto addirittura sedici metri, contornato da fontane e luci. Per farla breve, la Commissione che esaminò i progetti presentati era combattuta tra il nostro 'odierno' Fante con vanga e altri due  (dopo una prima scrematura di altri progetti iniziali). E lo sapevate che questo monumento ha un nome? 
Si chiama "Victor". 
Victor dell'artista clarense Tullio Borsato, il quale per presentare il suo progetto alla Commissione  lo descrive cosi: 
Siamo anche riusciti a trovare la spesa di quest'opera. Il Comitato per il Monumento ai Caduti, dopo una spesa preventiva di £ 33.000 nel 1919, al termine della realizzazione spenderà  £41.250. 
Oggi, complice la "recente" ubicazione  spostata rispetto all'origine  (il monumento era stato studiato per nascere e rimanere in piazza Martiri della Libertà), molto spesso ci dimentichiamo di rendergli omaggio. 
Fatto sta'  Victor è il "Monumento per antonomasia"  di Chiari. Uno dei primi veri Monumenti di riferimento della vita clarense. 
Un invito che vorrei condividere coi lettori: cerchiamo di prestare più che la solita attenzione a questo Monumento,  a questo Victor, al  significato e al sacrificio di questi nostri parenti Caduti in guerra, in tutte le guerre. 
Anche questa è storia clarense...non sottovalutiamola.

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