Il Teatro Sociale, una realtà in crescita

Superato lo scetticismo iniziale
Ritratto di mavi

Quando, cinque anni fa, la Compagnia “Filodirame” aveva preso in mano le redini del Teatro Sociale, dopo aver vinto il bando indetto dall’Amministrazione comunale, si era respirato un certo scetticismo, visto che erano parecchi coloro che non avevano mostrato grande apprezzamento per la nuova gestione. Ebbene, l’amore per il teatro, la professionalità e la passione che hanno contraddistinto questi anni di lavoro della Compagnia hanno fatto ricredere tutti i palazzolesi, anche i più scettici, al punto che ora si sono accostati alle attività proposte da questi artisti diversi cittadini. Basta dare la parola ai numeri: sono più di 170 allievi di tutte le età a frequentare i corsi presso il Teatro Sociale, un bel balzo in avanti rispetto ai 30 del primo anno. 
Per farci raccontare questo “miracolo” abbiamo incontrato Francesca Fabbrini, la direttrice organizzativa della Compagnia “Filodirame” che, con i colleghi Mario Pontoglio e Marco Pedrazzetti, ha iniziato cinque anni fa a far rivive il teatro nella nostra città. 
Partiamo dalla vostra iniziativa “Ponte a Teatro”: cosa vuol dire? 
«Un “Ponte a Teatro” è un progetto iniziato due anni fa, nel 2017 – ci racconta Francesca -. È uno scambio internazionale. Dal 4 al 10 marzo tredici ragazzi francesi, provenienti da Tolosa e di un’età che andava dagli 8 ai 14 anni, sono stati a Palazzolo per lavorare con gli allievi della scuola d’arte “Filodirame”: hanno lavorato su un testo teatrale di Molière. Ed è stato un successo di partecipazione di pubblico, proprio perché hanno lavorato insieme i bambini francesi ed i nostri piccoli artisti. Il 24 aprile prossimo, fino al 28 dello stesso mese, noi contraccambieremo la visita ai coetanei di Tolosa con 35 allievi della scuola “Filodirame”, sia dei corsi di teatro che di danza. Come è successo con i ragazzi francesi nostri ospiti, i nostri ragazzi saranno ospitati nelle famiglie dei stessi piccoli artisti. Sarà sicuramente una bella esperienza di vita, ma anche di aggregazione. Non bisogna sottovalutare – ha tenuto a precisare Francesca Fabbrini -, che quest’anno abbiamo vinto il concorso Cariplo, che ci ha permesso di allargare ancora di più le nostre risorse. Ritornando a noi, quest’anno abbiamo un buon numero di abbonati, sono 40, ed è un numero molto alto per noi, anche perché abbiamo tante persone che ritornano a Teatro anche se non sono abbonate. Si tratta di un fatto molto importante, che il nostro lavoro sia molto apprezzato». 
Allora la scommessa è vinta, la vostra? 
«Per noi, al momento si. Però non è finita. Dobbiamo crescere ancora, vogliamo creare sempre qualcosa di nuovo».
Nella nostra città prima del vostro arrivo, il teatro pareva essere quasi stato dimenticato dai palazzolesi. Da quando siete arrivati, avete cambiato le cose e avete fatto riscoprire la voglia di teatro. Cosa ne pensi?
«Grazie alla gente di Palazzolo, prima di tutto. Comunque questo cambiamento ci voleva, vuol dire che c’era bisogno di dare una scossa perché la cultura ha bisogno di vivere. E di gente che la segue. Dico anche la verità: il primo anno le famiglie palazzolesi sembravano un po’ scettiche, ora le persone che ci seguono sono molte di più, con un 60% di famiglie palazzolesi ed un 40% provenienti dai paesi limitrofi. Ripeto che è un buon risultato per tutti».
Voi avete trovato sulla vostra strada un’Amministrazione comunale che ha capito il vostro progetto?
«Assolutamente sì. Anche senza conoscerci, hanno capito il nostro progetto e per noi è stato molto importante sentire la loro fiducia. Siamo molto soddisfatti del rapporto con l’Amministrazione, anche perché cercano di venire incontro alle nostre esigenze». 
Per Palazzolo l’arrivo al Teatro Sociale della Compagnia “Filodirame” è stato un vero toccasana, visto la ventata di novità  culturale che hanno portato questi artisti con la loro preparazione e la loro passione.

Vota l'articolo: 
Average: 3.5 (2 votes)