La banda musicale ha 172 anni alle spalle

Straordinario traguardo dell'associazione
Ritratto di mavi

La Banda di Palazzolo, fiore all’occhiello della nostra città, ha appena superato i 50 anni di vita, ma volendo essere più precisi la sua nascita deve essere datata a molti anni prima e più precisamente al 1846. La sua registrazione ufficiale è datata a metà degli anni Sessanta, ma già 172 anni prima si erano costituito un primo nucleo di appassionati che si riunivano per suonare. Siamo nel 1846 e il un gruppo di appassionati forma quello che allora si chiamava Gruppo Filarmonico, il primo presidente fu Virgilio Bianchi. I regolamenti dell’epoca, siamo sotto l’impero Austro-Ungarico, non ammettevano la nascita di associazioni e società e questi appassionati si ritrovavano ad affrontare tante difficoltà per suonare. I primi strumenti furono donati dall’Assessore comunale Andrea Pezzoni. Nel 1853, dopo lunghe trattative, viene accreditata dal Reggio Commissario Distrettuale di Chiari come Società Filarmonica. Il 2 giugno del 1882 viene ingaggiata per commemorare la morte di Giuseppe Garibaldi, in quegli anni la Banda deve suonare a tutte le ricorrenze patriottiche riguardanti la Casa Reale. Nel 1870 in Piazza Zamara, insieme alla Società Operaia di Mutuo Soccorso, la Banda partecipa ai festeggiamenti per la proclamazione a Roma Capitale.
Nel 1920 la Banda, sotto la guida del maestro Pietro Feroldi, si reca a Roma per celebrare il cinquantesimo anniversario della Breccia di Porta Pia. In quegli anni assume il nome di Banda Cittadina, nome che tiene fino al 1930 quando inizia un periodo di declino. Nello stesso anno diviene Banda Aziendale Marzoli sotto la guida dal maestro Giovanni Pagani, ma nel 1932 si soglie. Nel 1966 un gruppo di appassionati di musica si unisce per rifondare la Banda che diventa “Banda S. Fedele”. Nel 1970 diventa Corpo Musicale Cittadino. Nel 1985 la direzione musicale è affidata al maestro Giuseppe Orizio, per il Corpo musicale arriva il momento del salto di qualità. Dal 2013 il maestro è Denis Salvini. Dal 1965 ad oggi si sono alternati più volte diversi presidenti e li ricordiamo: Andrea Mondini, Gian Luigi Pasini, Franco Cucchi, Franco Vignoni (che è anche tutt’ora presidente onorario), Gian Luigi Belotti, Angelo Selini e Gianpiero Gatta. Con il presidente Gianpiero Gatta ed il suo vice Giuseppe Mosca abbiamo scambiato quattro chiacchiere per farci raccontare la loro esperienza nel corpo musicale cittadino. Iniziamo dal presidente Gatta: come hai fatto ad entrare nella banda palazzolese? 
«Ho due figli che suonano, ho sempre seguito la banda e così sono rimasto appassionato. Sono stato coinvolto in questa nuova avventura che è sfoggiata nella Casa della Musica. Sono presidente dal 2010».  
Otto anni di tribolazioni, con alti e bassi, o tutto è filato liscio?
«Ci sono state tribolazioni, ma le soddisfazioni hanno superato le tribolazioni. Le soddisfazioni sono tante, perché vedere questi ragazzi che continuano a credere in questo progetto, questa avventura, vedere la banda che cresce, che sviluppa un’attività anche sul piano culturale è interessante, sicuramente è piacevole. Le difficoltà sono tante, ma vengono ripagate». 
Quando si entra in questo luogo “sacro” della musica ci si trova di fronte ad una visuale stupenda. 
«Questa è una Casa della Musica, è una cosa straordinaria: in Italia non credo che ci siano molti luoghi simili. 
Aggiungo anche che, oltre alla nostra attività, fior di orchestre ci chiedono di poterla utilizzare per le loro prove. Alla domenica vengono a provare anche orchestre da fuori provincia: orchestre di fiati, di archi, con tutti gli strumenti che le bande adoperano. Fa piacere a noi, alla città, perché hanno fatto un investimento ben riuscito, sotto tutti i punti di vista, sia tecnico che sociale». 
Passiamo la parola al vice presidente Giuseppe Mosca: tu come sei entrato a far parte della Banda? 
«Accompagnando mio figlio alla scuola di musica dal 2000, pian piano è cresciuto fin quando è entrato nella Banda. Siccome ero sempre presente, mi hanno chiesto se potevo dar loro un aiuto. Ho fatto il primo approccio nel Consiglio della Banda. Poi nel 2010 ho perso mio figlio in un incidente e ho deciso di dedicare il ​Centro Formazione a Riccardo. Da lì è nato un legame indissolubile con questa associazione, qua mi sento a casa anche se è un grosso impegno. Abbiamo realizzato un sogno che era nato più di 20 anni fa; avevamo chiesto una sede dignitosa per il corpo musicale, adesso invece è semplicemente fantastica. Tutti c’è la invidiano, richiede tanto impegno, però siamo ripagati enormemente».
Per entrare nel corpo musicale cittadino, ci sono delle selezioni da fare? 
«Assolutamente no! Certo chi vuole può frequentare la nostra associazione, chi vuol suonare si appoggia all’Accademia». 
A quanti anni si inizia per suonare? 
«Per suonare i bambini possono iniziare a 6 anni, però noi li accogliamo anche a 4 anni facendoli avvicinare alla musica attraverso percorsi sonori e sensoriali». 
Quanti bambini avete adesso? 
«I bambini saranno una quarantina, abbiamo 200 iscritti, dai 4 ai 70 anni». 
Credete nel progetto che avete iniziato? 
«Abbiamo iniziato a volare da quando ci siamo trasferiti da via Omboni alla nuova sede di Piazzale Dante Alighieri». 
Torniamo al presidente, Gianpiero avete qualche sponsor o qualche aiuto finanziario? 
«Sì, perché hanno creduto in questo progetto e ci danno una mano. Naturalmente la cosa è impegnativa, da sottolineare che il Comune oltre a questo investimento, bello, c’è la concede in comodato gratuito e certamente per noi è un bel vantaggio. Siamo qua ospiti, però abbiamo a carico le spese di gestione». 
In futuro cosa avete in mente da fare? 
«In futuro l’obiettivo è di crescere sempre più,  ampliare la nostra attività, richiamare tante realtà anche dall’esterno; i primi passi che abbiamo fatto ci hanno dato riscontri molto positivi, ci sono tante realtà che sono venute qui anche dall’estero, per vedere questo posto e sono rimasti a bocca aperta. Adesso abbiamo in ballo degli incontri con altre realtà: quest’anno italiane, ma dal prossimo anno anche straniere. Quest’anno verrà la
Uin bras di Rovereto, che è una realtà importantissima e in estate andremo in Vallle D’Aosta dove parteciperemo ad una rassegna musicale di alto livello. La Casa della Musica di Palazzolo si sta collocando come uno dei punti di cultura e di musica del nostro paese. 
Noi andiamo anche nelle scuole palazzolesi con il  Progetto Musica. Abbiamo iniziato con le elementari delle Suore Ancelle della Carità e le medie Mater Luther King di via Dogane». 
Giuseppe Mosca ci spiega come è strutturata la Casa della Musica: «Abbiamo 10 aule per le lezioni insonorizzate e climatizzate dotate di strumenti e attrezzature, una aula di biblioteca che contiene libri di qualsiasi argomento, non solo musicali. La nostra Banda è composta da 50 elementi, abbiamo 24 docenti che insegnano gli strumenti per 3 classi di canto ed una sala concerto con 200 posti a sedere».

Vota l'articolo: 
Non ci sono voti