Il sesso in quarantena: l’istinto vince sempre, in qualche modo

Ritratto di mavi

Il Covid-19 ha complicato la nostra sessualità; in molti casi l’ha distrutta. Nelle settimane scorse l’emozione che maggiormente serpeggiava nella popolazione era la paura, il terrore di un imminente contagio. L’impossibilità di poter dare un bacio, un’abbraccio o una carezza, ha generato una fortissima battuta d’arresto nell’approccio di corteggiamento iniziale. 
Tanti di noi basano la loro capacità di seduzione sulle movenze, sul contatto, sul profumo o sul trucco, ma ai tempi del coronavirus possiamo contare solo sullo sguardo ad un metro di distanza; oppure su una buona dialettica, però ostacolata da una una Ffp3 o una mascherina chirurgica che fa passare poca aria.
Comunque, per via dei decreti o della chiusura degli estetisti, la fobia principale o il meccanismo di difesa maggiormente utilizzato, per evitare la sessualità, è stata “la paura del contagio”. 
La chiusura delle attività e degli esercizi non alimentari ha generato una fortissima noia, sopraggiunta per la disoccupazione forzata. Sono aumentati esponenzialmente i soggetti che hanno dedicato la giornata al mangiare sano, al dilettarsi nell’alta cucina e all’allenarsi in casa. Ovviamente essendo noi un popolo di narcisi, è impossibile resistere alla tentazione di mostrare questi risultati sui social. Quindi è esploso Tik-Tok per le ragazze, con movenze provocanti, o ammiccamenti da spiaggia dal balcone di casa; mentre per i ragazzi, i più fortunati con la palestra al domicilio, è partita una sfilata di bicipiti e tartarughe. Come possiamo osservare, nonostante l’epidemia, il popolo italiano ancora single si prepara alla procreazione, o per lo meno al divertimento, dopo mesi di reclusione. Per i meno salutisti e palestrati, invece, si spera nella voglia di contatto umano che vada oltre il mero senso estetico.
Per chi si trovava in una relazione all’esordio, o di pochi anni, il coronavirus ha messo la coppia davanti a un bivio: trasformiamo il nostro amore in una relazione a distanza, o prima di essere blindati nei nostri appartamenti, facciamo il passo e iniziamo una convivenza? Per chi ha optato per la prima soluzione, si sono prospettati tempi duri; soprattutto se i due non hanno mai affrontato una relazione a distanza, trovandosi a combattere le tempeste ormonali dei primi periodi di passione con il sexting, conversazioni da censura, video vietati ai minori, anche solo per per avere un piccolissimo approccio sessuale che crei l’illusione di essere meno virtuale. 
Per chi, invece, ha optato per la convivenza improvvisata, questa scelta potrebbe trasformarsi in una terapia d’urto. A fronte di una conoscenza scarsa e di una scelta dettata dall’emergenza, questa decisione potrebbe sovvertire tutti i delicati equilibri creati, oppure in alcuni rari casi, i due potrebbero scoprire risorse totalmente inaspettate; quasi come se fossero nati per stare insieme…”In salute e in malattia, finché il covid non li separi”. 

Dott. Roberto Genoni (medico/sessuologo) 328.5633349 mail: roberto.mario.genoni@ gmail.com 
Dott.ssa Elisa Camerini (psicologa/sessuologa) 328.6490936 mail: elisa.camerini@tiscali.it Tutti i giorni su Mtv dalle 14 Canali 113 di sky  

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