Coldiretti, annata agraria in crescita

Si è registrato un + 3,77%
Ritratto di Massimiliano Magli

Il 3,77% in più rispetto al 2018. L'agricoltura bresciana chiude l'anno con buone performance in molti settori. Questo nonostante i capricci meteorologici del 2019: una primavera dalle piogge eccessive, che in molti casi hanno tardato e/o penalizzato le fasi di fienagione e di semina, e una estate con tanti eventi calamitosi, spesso estremi e sparsi per tutta la provincia. Si chiude tra luci e ombre l'annata agraria 2019. «Il 2019 - ha spiegato il vicedirettore di Coldiretti Brescia Mauro Belloli – sarà ricordato come un anno estremamente e negativamente condizionato dal maltempo. Nonostante questo, il trend si conferma comunque in crescita, con la produzione lorda vendibile complessiva che supera il miliardo e 300milioni di euro, e con il combinato prezzi-volumi in crescita del 3,77% rispetto al 2017/2018» .


Per l’agricoltura bresciana i vari comparti zootecnici continuano a rappresentare circa il 90% del totale, con in testa la produzione di latte vaccino. Brescia e la Lombardia si confermano leader nazionali tra le province e le regioni produttrici di latte, con una percentuale in costante e continuo aumento: a livello provinciale la produzione veleggia verso il l’12% del latte italiano ed in valore assoluto ci si attesta a 14,4 milioni di quintali (nel 2004 erano 10 milioni). 

Nel 2019 è cresciuto ulteriormente l’interesse verso l’allevamento ovino e caprino; dal 2010 al 2019 la consistenza caprina è più che raddoppiata ed il numero di pecore allevate è cresciuto del 40%. E' cresciuta la viticoltura bresciana; utilizzando valori medi minimi e di prudenza, il valore in vino sale a 337 milioni di euro. Di contro, nel corso di questi ultimi dodici mesi, sono calate drasticamente la produzione di olio, che ha subito perdite pari al 90%, e di miele.

Il mais resta leader delle superfici a seminativi in provincia. 

Il 2019, inoltre, conferma l'agricoltura settore importante dal punto di vista occupazionale: nel periodo 2009 – 2018 il saldo di occupati è significativamente in positivo, con i circa 1.400 lavoratori autonomi in meno ampiamente compensati dagli oltre 6mila nuovi dipendenti. Coldiretti ha stimato che nel solo 2018, tra dipendenti a tempo determinato e a tempo indeterminato, si sia registrato un balzo in avanti di 2.100 unità. “La ripresa continua – precisa il presidente Ettore Prandini - ma non dobbiamo abbassare la guardia, consolidiamo i risultati per l’anno prossimo e lavoriamo per dare valore economico alle produzioni agricole che, inserite comparto agroalimentare italiano, concorrono a realizzare il 25% del Pil nazionale”.

Vota l'articolo: 
Non ci sono voti