La comunicazione di lutto agli anziani isolati: azione potenzialmente letale

Lasciate ai figli o ai parenti più prossimi il filtro delle informazioni
Ritratto di Benedetta Mora

La situazione per il coronavirus è drammatica e lo sappiamo.
Ma in tutto questo ci sono complicazioni e implicazioni che possono innescare conseguenze ulteriori. Il nostro pensiero? Se succede qualcosa di grave a qualche nostro parente (ricovero in condizioni critiche o morte) o a un caro amico di un nostro parente anziano, non si dovrebbe dire nulla ai suoi parenti anziani o fragili, ma contattare i parenti più giovani e più prossimi dell'anziano e lasciare a loro la scelta. Specie quando vi sia la possibilità, in termini di credibilità, di temporeggiare. 
Rivelare un lutto subito è ovviamente lecito ma potrebbe avere conseguenze disastrose soprattutto per i parenti anziani, ma anche per gli amici anziani o fragili più isolati. Sembra una cosa scontata, ma in questi giorni abbiamo scoperto che siamo un tipo di animale sorprendente, nel bene come nel male. 

La scelta di comunicare un funerale in modo tardivo a emergenza (si spera) superata, potrebbe essere la salvezza per molti anziani ancora in vita e in grado di essere abbracciati e consolati da parenti che al momento non possono farlo. 

I nostri cari anziani, che vivono in Lombardia come in Sicilia come in tutto il mondo, avranno in questo modo i familiari più giovani a decidere cosa rivelare. Un esempio: una nonna 80enne che vive da sola in una casa da 20 giorni e non può essere per alcun motivo né abbracciata né consolata per il rischio di trasmetterle qualcosa. 
Talvolta si sottovaluta persino la vicinanza: la consolazione di un lutto richiede un contatto fisico importante e prolungato e questo potrebbe significare un contagio che si somma al dolore. Comunicarlo da una finestra sarebbe altrettanto devastante. 

Una notizia tragica potrebbe costare la vita ai nostri nonni in queste condizioni. Il nostro pensiero è di lasciare ai figli e ai nipoti decidere come filtrare comunicazioni che potrebbero avere conseguenze devastanti. E non affidiamoci solo alle raccomandazioni del governo ma al nostro buon senso, alla fantasia e al coraggio: è un momento in cui molti di noi hanno il privilegio dell'età e della salute e delle percentuali di sopravvivenza. Usiamole per fare ciò che vorremmo facessero gli altri per noi se fossimo anziani o fragili. 

 

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