Portiere a 75 anni

Inzino, Scalmazzi non teme ortopedico né tuffi
Ritratto di mavi

Vola come Buffon, ha un coraggio da leone, non ha mai conosciuto un ortopedico e sua moglie, scomparsa due anni fa, è stato il più grande tifoso e sostenitore. 
Siamo a Inzino, di Gardone Valtrompia, per seguire il campionato oratoriale Csi di ragazzini di nemmeno dieci anni, e capisci che la vera notizia non è il risultato del confronto tra Castelcovati e Inzino Under 10, ma quella di un signore che negli Under 10 ci giocava 65 anni fa. 
Nostalgia? Per niente, poiché il 75enne Gianbattista Scalmazzi è ancora in attività, nello stesso Csi di allora, categoria Promozione. 
Ma a 75 anni te lo immagini accompagnatore o guardalinee... «Macché – tuona lui – sono ancora portiere, di seconda, ma portiere. L'ultima partita l'ho giocata pochi giorni fa. Come tengo io i giocatori in campo, come organizzo io il gioco ce ne sono pochi». 
Il viso di Giambattista è un sorriso unico, gli leggi la voglia di vivere e di divertirsi dagli occhi fino alla bocca. 
Giambattista non sa cosa siano le grandi squadre. 
Le aveva cercate da piccolo, andando a spiare gli allenamenti del Brescia Calcio. Ma non è mai andato oltre la Terza Categoria con il Valla Carcina. Però sa cosa significa lo sport, il calcio, lo stare insieme coi grandi, come pure coi suoi «cuccioli» di nemmeno dieci anni che accompagna in campo ogni fine settimana. 
«Soddisfazioni ne ho avute – continua -: in particolare nel 1974 con l'Inzino quando vincemmo il campionato». 
Sembra una vita fa, ma nel 1974 Giambattista aveva già 30 anni, un'età alla quale già molti calciatori sono a riposo da tempo. 
Macché, lui ha proseguito per altri 45 anni ed è instancabile, al punto che lo ritrovi a bordo campo a fare il guardalinee durante le partite dei piccoli. 
La moglie Ida Moretta è scomparsa due anni fa: ti immagini una donna che l'ha sopportato per una vita. Invece, Ida era la prima supporter di Giambattista, che si ritrova gli occhi lucidi nel parlare di lei: «Non abbiamo avuto figli e la nostra vita è stata di totale affiatamento. E lei mi accompagnava in ogni trasferta. E' anche per lei che continuo con maggiore determinazione l'attività sportiva». 
Quando non è in partita, Giambattista sistema il campo, pulisce il centro sportivo, aiuta al bar dell'oratorio. 
Ma il fatidico chiodo a cui attaccare gli scarpini è in vista? «Macché – taglia corto – finché la salute me lo consentirà sarò in campo. Non ho paura di tuffarmi nemmeno su un manto in terra come quello del nostro oratorio. Finché le ossa tengono terrò anche io, senza paura». 

Vota l'articolo: 
Average: 3 (1 vote)