Un film di Bosetti alla rassegna sul cinema muto più importante del mondo

Autore di 450 film, l’artista clarense rappresenta un punto di riferimento per l’epoca
Ritratto di mavi

Del Cinema muto è stato l’attore, regista e produttore più copiato e imitato dei sui tempi il cui nome, dopo un secolo, primeggia nelle rassegne internazionali della cinematografia delle origini. Siamo nei primi anni del ‘900 quando Romeo Bosetti, anticipando i tempi, realizza il primo film dei cow boy in lotta con gli indiani e quello su d’Artagnan, il moschettiere spadaccino del Re di Francia, compagno d’avventure di Athos, Porthos ed Aramis. E’ ancora lui che lasciando i registi al palo, come si usa dire, riconoscendo la parità tra uomo e donna, inserisce nei sottotitoli dei suoi film i nomi delle attrici delle quali allora veniva indicato il solo nome d’arte. «Parigi mi chiama, non so il perché ma so che qualcosa di importante mi attende» aveva più volte ripetuto ai genitori. Non poteva di certo immaginare che quel cinema ai primi vagiti dei fratelli Lumière lui doveva contribuire a farlo crescere e promuoverlo in tutto il mondo. E così è stato. 


Nel lungo elenco dei personaggi clarensi di consolidata notorietà e talento, Bosetti, autore di circa 450 film, merita un posto di previlegio. Attore e regista di fama internazionale nato a Chiari il 18 gennaio 1879, a Parigi ci arriva preceduto dai successi teatrali e circensi, per immergersi e dedicarsi con passione, capacità, inventiva e fantasia alla nascente arte delle immagini in movimento tanto da meritarsi titoli come: “Creatore del meraviglioso e fantastico”, “Primo maestro della commedia francese”, “Maestro del burlesco”. Meriti che il mondo del Cinema continua a riconoscergli dedicandogli sale museali, incontri, convegni, festival e rassegne. 
Romeo Bosetti e Cecil B. De Mille, al Festival Mondiale del Muto 
Rassegne e festival come quello del Cinema Muto più importante al mondo che si è tenuto recentemente a Pordenone dal 2 al 9 ottobre con una rassegna dedicata ai migliori attori e registi del mondo scelti in rappresentanza di Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Danimarca. Tra loro Romeo Bosetti 
(presente con il film “Bigorno fume l’opium”), Cecil B. De Mille, Georg Jacoby, Jerome Storm, Guido Brignone, Willi Wolf. Artista imprevedibile sempre alla ricerca di nuove tecniche, personaggi e storie, nel 1913 Bosetti, lasciando ancora una volta i suoi colleghi al palo, come si usa dire, questa volta in qualità di produttore lancia sul mercato il primo film su “Fantomas”, che in poche settimane era sugli schermi di mezzo mondo. Scuole di cinematografia a qui tempi non ce n’erano, pertanto ai nascenti attori e registi (tra cui i grandi Charlie Chaplin e Buster Keaton) non restava altro che estrapolare, copiare e imitare le sue pellicole. A detta dei registi del cinema muto Messicano, i fratelli Alva, in vena di confessioni, si sa che il loro primo film comico era stato interamente copiato da “La caccia di Poliziotti” di Bosetti. Su questo artista di grande notorietà, orgoglio della nostra città, c’è ancora molto da raccontare.

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