Campeggi, bega infinita

Ritratto di mavi

Due mesi di tempo per trovare una soluzione condivisa. Questo il significato della sospensiva del Tar di Brescia che, pur non sospendendo le ordinanze di demolizione deliberate dal Comune di iseo e non entrando nel merito dei ricorsi degli otto campeggi a cui erano state emesse, ha rinviato al prossimo 20 aprile ogni decisione definitiva sul caso.
In questo arco di tempo il Comune di Iseo e i ricorrenti, campeggi e clienti, dovranno trovare un accordo per evitare il peggio, magari formulando un’ipotesi di riqualificazione delle aree considerate da presentare entro il 20 aprile a tribunale amministrativo.
Ci avviciniamo dunque all’epilogo di un caso spinoso che ha preso il via ormai quasi quattro anni fa: era l’inizio dell’estate del 2013 quando la Sovrintendenza inviò una circolare dove si imponeva un giro di vite contro le strutture «fisse» o presunte tali che si trovano nei campeggi, chiedendo la demolizione di tutte le «costruzioni prive di titolo edilizio e di autorizzazione paesistica».
Da quel momento è iniziata una battaglia a suon di ricorsi che si è prolungata fino ad oggi. Nei giorni scorsi i campeggiatori stagionali avevano dato vita all’ennesima manifestazione contro le ordinanze di demolizione che il Comune di Iseo, su richiesta della Soprintendenza, aveva emesso nei confronti dei campeggi Pilzone, Olivella e Cave a Pilzone, Bellini, Belvedere, Le Betulle, il Girasole ed il Sebino a Clusane. Nella manifestazione, che si è tenuta in piazza Garibaldi ad Iseo, i campeggiatori avevano auspicato che il Tar sospendesse le ordinanze di demolizione sottolineando che, in caso contrario, si sarebbe decretata la morte delle strutture ricettive.
Da parte sua, il Comune di Iseo aveva indetto una conferenza stampa nella quale l’assessore all’Urbanistica Pasquale Archetti aveva dichiarato che verso i campeggi non c’era «nessun accanimento, le otto ordinanze di demolizione emanate sono atti dovuti».
Ora la decisione del Tar ripassa la palla alle parti in causa, che hanno espresso la loro soddisfazione. Dal Comune l’assessore Archetti fa sapere che «il rinvio del tribunale permette di attuare quanto avevamo richiesto ai titolari dei campeggi: la sistemazione delle strutture così come specificato dalla Soprintendenza». Soddisfazione anche nella parole di Angelo Moretti, rappresentate dei campeggiatori, che ha affermato che «ora abbiamo tempo fino al 20 aprile per trovare un accordo: è un termine equo che ci permette di non perdere la prossima stagione e forse neanche quella del 2018».
I prossimi passi? Un incontro tra gestori dei campeggi e gli avvocati, seguito da un confronto tra campeggiatori e gestori, che servirà per sottoporre in tempi brevi all’Amministrazione comunale un’ipotesi di riqualificazione per le strutture ricettivi.

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