Il Bar Stasiù apre anche a Chiari
Un anno, metà del quale di sola burocrazia, ma alla fine la stazione ferroviaria di Chiari è riuscita a riavere un servizio di bar, ristoro e bigliettazione.
Dopo il fallimento di un primo tentativo di apertura, sembrava disperato il recupero di questo immobile in fondo a via Marconi, tanto più che sono trascorsi quasi quattro anni dalla chiusura dell’esercizio, bandito direttamente da Ferrovie dello Stato.
Invece, ci voleva evidentemente chi era avvezzo con gli enti pubblici, ossia il Bar Stasiù di Rovato, gestito dalla famiglia Piantoni, che ha sopportato più di una lungaggine pur di riuscire a riportare decoro e servizi nella stazione.
Caldeggiata dall’assessorato al commercio già da diversi anni, questa riapertura ha visto numerosi ostacoli anche per piccole modifiche agli spazi interni, così che anche i tempi per l’inaugurazione si sono dilatati di mesi.
Soddisfatto l’assessore al commercio Domenico Codoni, di fatto impotente rispetto a questa vicenda, appannaggio esclusivo delle Fs che avevano infatti bandito la riassegnazione di quella superficie.
«Con questa apertura si garantisce alla stazione un maggior controllo, non fosse per l’effetto deterrente che già la presenza di viaggiatori e clienti sortisce sui malintenzionati».
A questo si aggiunge il servizio di bigliettazione che il bar, analogamente al «fratello» di Rovato, garantirà a tutti i viaggiatori.
Il nuovo spazio è più arioso del precedente, privo di sedute per favorire facilità di movimento ai clienti e studiato per consumazioni rapide.
Vi è accolta anche l’edicola, come per la precedente gestione. Suggestiva l’immagine alle spalle del bancone di Chiari, che reca una cartolina dei primi del Novecento del nostro scalo.














