Acli Brescia fa un appello per l'acquisto di un nuovo PoloBus
Alcune settimane fa il PoloBus, il pulmino che veniva utilizzato per il trasporto di persone fragili nella zona est di Brescia, attivo nei quartieri di San Polo e Sant'Eufemio, è andato distrutto a causa si un incendio, probabilmente dovuto ad un cortocircuito. Per questo Acli Brescia si è unito alle diverse realtà solidali della zona est di Brescia che offrivano questo servizio essenziale per il benessere della popolazione, sopratutto anziani, lanciando un appello alla comunità: «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, singole persone, aziende, enti, realtà sociali... per continuare ad offrire un servizio essenziale per il benessere della popolazione, soprattutto anziana, dei quartieri di San Polo e di Sant’Eufemia – spiega Fabio Basile, presidente del circolo Aci San Polo – il nostro furgone è andato fuoco, a causa probabilmente di un cortocircuito all'impianto elettrico, impedendoci così di continuare a garantire un servizio di trasporto gratuito dal lunedì al sabato, lungo un percorso che mette in comunicazione i luoghi maggiormente frequentati nella quotidianità: supermercati, centri sociali, circoli ricreativi, cimiteri, farmacie, ambulatori, chiese, metrobus…».
Il PoloBus in 12 anni di attività ha effettuato migliaia di trasporti: solo nel 2024 sono stati effettuati 750 trasporti nel percorso di San Polo e 1200 nel percorso di Sant’Eufemia. Gli utenti sono nella stragrande maggioranza anziani senza mezzi di trasporto e con difficoltà nella mobilità.
Il servizio si regge sulla prestazione di 30 volontari che si alternano alla guida del furgone e nell'accompagnamento.
Da alcuni anni, il servizio è in capo al Punto Comunità San Polo Cimabue, riconosciuto dal Comune di Brescia, di cui il circolo Acli San Polo è capofila di altri tre partner: Parrocchia Sant’Angela Merici, US Acli San Polo e associazione GasPolo.
«Stiamo valutando la possibilità di utilizzare provvisoriamente auto private dei volontari per non lasciare in difficoltà almeno gli utenti più fragili ma questa non può certo rappresentare la soluzione del problema – continua Basile – abbiamo bisogno di un furgone per riprendere il servizio, per questo chiediamo aiuto per l'acquisto di un furgone nuovo: ci rivolgiamo in particolare alle realtà economiche presenti a San Polo e Sant’Eufemia che sappiamo essere attente ai problemi sociali del territorio e sensibili alla ricerca di soluzioni adeguate. L'eventuale contributo, essendo devoluto ad Associazione di Promozione Sociale iscritta nei pubblici registri, è deducibile dal reddito d'impresa con le modalità stabilite per legge».















