Foibe, la Slovenia onora i nostri caduti

Stretta di mano con Mattarella del presidente sloveno Pahor
Ritratto di Massimiliano Magli

Stretta di mano tra l'Italia e la Slovenia, mettendo per un giorno la pace sul dolore delle foibe. Una storia che ha alle spalle i regimi di Mussolini e del maresciallo Tito, con le foibe e i martiri dell'anti-fascismo. Un'inimicizia che nacque tra terre contese, identità negate e che negli anni è proseguita anche con la cancellazione dello Stato Jugoslavia, visto che i confini nazionali o nazionalistici, quelli, la storia li cancella con più fatica. 
L'incontro a Trieste di oggi tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il capo dello Stato sloveno Borut Pahor è anche per questo un passo avanti importante. La loro stretta di mano non è la differenza, per quanto simbolica, ma a farla è la scelta di Pahor di rendere omaggio per la prima volta alle vittime italiane delle foibe.  
L'Italia ha dal canto suo deciso la cessione, alla minoranza di lingua slava, della proprietà di un luogo simbolo dell'identità slovena triestina, il Narodni Dom, la 'Casa del popolo', che esattamente cento anni fa, il 13 luglio 1920, venne incendiata dai fascisti.
Il momento più toccante è stato probabilmente la visita alla foiba di Basosvizza, dove si stima la morte di circa 2 mila tra civili e militari italiani. 

 

Vota l'articolo: 
Average: 5 (1 vote)