Alla colonia per ferrovieri
Il racconto di Flavio, clarense, classe 1952 Ci sono ritornato l’anno scorso e l’ho rivista la colonia elioterapica “Regina Elena” di Calambrone, sul litorale di Pisa. E’ una colonia storica, costruita agli inizi degli anni Trenta. Fino al 1977 ci andavano i figli dei dipendenti delle ferrovie. Il mio amico Maurizio invece è ritornato 14 anni fa con la sua famiglia. La colonia era in disuso -mi ha detto- con le sterpaglie nel cortile. L’ha fotografata dal cancello, ha ripreso l’alzabandiera, ma le foto non le trova più. Ora è ristrutturata, ben tenuta, ma non ho visto bambini. Oggi è una residenza per vacanze. Sono figlio di un ferroviere. Mio padre, Silvio Carradore, è arrivato dal Veneto negli anni ’50. Il lavoro in campagna non era sicuro, per via del raccolto. In ferrovia invece c’era uno stipendio fisso. Ai figli dei ferrovieri, lo Stato dava la possibilità di andare in vacanza in colonia. Mi hanno mandato con mia sorella Regina, di un anno più grande: “andateci voi, non siamo sicuri di poter andare tutti insieme al mare a Marina di Chioggia”. Viaggio in treno di notte Con mia sorella mi accompagnavano da Calcio a Chiari. Si aspettava la tradotta, un treno per Milano. Ho conosciuto lì Maurizio e siamo ancora amici, perché mio papà diceva: “stai vicino a Maurizio, è figlio di un mio amico ferroviere, Angioletto Parma”. Ci dividevano subito, maschi e femmine. Così mia sorella non l’ho più vista. Il ritrovo, con altri gruppi di bambini in stazione Centrale e c’era già quasi buio. Il viaggio si faceva di notte. Bisognava salire tutti su un altro treno speciale. Per la prima volta ho visto la Centrale. La stazione in ferro, immensa, un altro mondo. Cominciava l’assalto allo scompartimento per rimanere insieme. A Livorno ci svegliavano. Nessuno voleva scendere dal treno. Caricati su un pullman ci portavano fino dentro il piazzale della colonia “Regina Elena” di Calambrone, sul confine tra Pisa e Livorno. Sembrava una colonia penale Nel cortile, ore in piedi o seduti sulla valigia. Intanto, si decideva il nostro destino. Ci smistavano, nell’ala di destra i maschi, in quella di sinistra le femmine. Facevano l’appello, ci pesavano come vitellini, all’arrivo e alla partenza. Formavano le squadre. Poi accompagnati in queste camerate enormi, con quel comodino in legno con l’alzata. E dentro, solo il cambio della divisa, una per tutti i giorni e un’altra per la domenica. Due cappellini diversi, quello bianco con la tesa era per la domenica. Tutto piegato molto bene. La preghiera solo nella camerata, con la signorina. Le messe non me le ricordo. L’alzabandiera alla mattina, quella sì, con l’inno d’ Italia. Tutti in fila. La direttrice saliva sulla terrazza e da lì controllava tutto. Ma io ero già abituato alla severità, andavo a scuola a Calcio, dalle suore, tutte femmine, solo dieci maschi. La spiaggia con le dune “Non andate oltre le dune”, urlavano le signorine. In spiaggia, non dovevamo superare le dune di cespugli e sabbia Al riparo sotto un tetto piatto, un pergolato di canne di bambù, in cerchio. Facevo le buche e costruivo il mio motoscafo. Invece, per la pista, uno si siede sulla sabbia, un altro lo tira per le gambe e così si forma la pista. Per il bagno, c’erano le corde, non ci potevamo avvicinare. In spiaggia volevo vedere mia sorella. Ma se qualche bambino si allontanava dal suo spazio - la direttrice controllava dalla torretta e subito chiamava la signorina - ci venivano a prendere. Ho incrociato mia sorella solo una volta, durante una passeggiata. Maurizio invece l’ho perso di vista subito, perché il primo giorno ci hanno separato, siamo finiti in squadre diverse. Sonnellino obbligatorio Niente spiaggia al pomeriggio. Dopo il sonnellino obbligatorio, al fresco in pineta. Dalla nostra parte del cortile, noi maschi giocavamo a pallone. Le femmine, dalla loro parte, non so a cosa giocavano, non le vedevo. Per la merenda, in fila con il nostro bicchierino di acciaio. Me lo ricordo bene, era pesante, freddo prima ancora di versarci il latte. Passavi dall’inserviente, col mestolo te lo riempiva di latte freddo. Sentivo ancora il buon sapore del latte puro, quello della mattina, con il pane a fette quello toscano, senza sale, buonissimo. A volte ci davano il ghiacciolo. Poi con il bastoncino, lo bagni, lo tieni piegato, si forma un’elica. Anche l’elica doppia, col filo di ferro, tenuto da due bacche. E si aspettava il vento per farla girare. Il ritorno, il giorno più bello. Perché si metteva l’elica fuori dal finestrino, così si vedeva se funzionava davvero. Di sera, i cartoni animati Aspettavo la sera, per i cartoni animati. Li guardavamo a turno, nel cortile grande seduti per terra. Ma se capitavi quando il proiettore magari non funzionava o pioveva, niente cartoni. E allora mi dispiaceva, una delusione perché mi sembrava di essere al cinema. E io al cinema non ero mai andato. Vecchissime le signorine Le vedevo molto vecchie, ma avranno avuto 17 o 18 anni. Solo una me la ricordo buona. Consegnavamo i soldi, alla fine mancavano sempre. Con la scusa che dovevamo pagare le cartoline e i francobolli, ma non sapevamo contare i soldi. Avevo comprato la mucca Carolina, gonfiabile, ma a casa non l’ho mai portata. Scrivevo le lettere ai miei. Le signorine leggevano la posta. Allora dovevamo scrivere che andava tutto bene. Il ritorno con la cena al sacco Per cena, in colonia mi ricordo solo padelle grandi con le uova tipo ciarighì. Io aspettavo il ritorno anche per la cena al sacco, con quella cotoletta impanata, altissima, tenera, saporita, con un pane bianco, morbido. Buonissima, un sapore mai più sentito. Forse l’avranno fatto per farci rimanere impresso un buon ricordo della colonia. Mah! Non lo so. La prima volta il mare io l’ho visto in colonia, a otto anni, ma non era la gioia del mare. Per me il mare era quello di Marina di Chioggia, quello che aspettavo di vedere quando sarei andato con tutta la mia famiglia. Dopo due anni i miei genitori hanno capito e non mi hanno più mandato in colonia. Fortunato mio fratello, più piccolo di me, lui non c’è proprio andato in colonia.















Navigazione Lago d'Iseo: dal 15 giugno entra in vigore i nuovi orari estivi
Carabinieri smantellano traffico di droga
Il 13 giugno il via alla rassegna “Un’Estate tra Vigneti e Cantine”
Nasce l'orto didattico della scuola dell'infanzia di Mairano