La nuova San Giovanni
Da 2.0 diventerà 3.0 e oltre che con una classe energetica top sarà modernissima anche sul fronte antisismico e antincendio.
Ma perché ciò accada sarà necessario demolirla. Dopo aver ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali l’esito negativo alla presenza di eventuali caratteri edilizi meritevoli di interesse di tutela, infatti, il Comune di Chiari ha disposto la demolizione e ricostruzione della scuola materna San Giovanni. Una delibera di Giunta di giugno definisce il tutto per confermare questo polo distaccato per l’infanzia, più piccolo dei due dedicati alle primarie ed alle secondarie (Martiri e Toscanini) ma decisamente analogo dal punto di vista progettuale.
Tra base d'asta, iva, sicurezza e imprevisti il costo dell'opera sfiora 1,8 milioni di euro.
Il progetto rientra nel partenariato pubblico privato con la multinazionale francese Engie, che a Chiari gestisce il business illuminazione e della riqualificazione energetica del patrimonio comunale.
La firma del nuovo contratto risale a fine agosto e ora si tratterà di lavorare per adeguare urgentemente la Varisco del Santellone, che si presta per ospitare provvisoriamente la popolazione scolastica presente alla scuola da demolire e ricostruire. La ex primaria Varisco aveva chiuso i battenti prima del Covid per unirsi al polo delle primarie in centro a Chiari. L'edificio c'è ancora, è adeguato allo scopo temporaneo, ma richiede diversi aggiustamenti, spiegano in Comune.
Certamente per la materna sarà una rivoluzione assolutamente positiva con una scuola aggiornata ai canoni costruttivi più avanzati e su questo fronte Chiari ha fatto scuola a livello nazionale proprio con i due precedenti poli.
Già oggi peraltro la scuola è stata oggetto di un primo intervento che ha spostato lontano dalla strada (via Rudiano) l'ingresso, sistemato una pensilina a prova di pioggia i genitori, dotata anche di un kit fotovoltaico da ben 20 kilowatt. A questo si aggiungeranno altri kilowatt sul tetto e un isolamento anche al suolo dell'edificio, mediante igloo, oltre a una barriera anti radon, gas nocivo di cui Chiari è particolarmente ricco, tanto che anche in municipio è stato compiuto un intervento di abbattimento con la collaborazione delle autorità sanitarie. La fine lavori è prevista per settembre 2028.
Ma sul nuovo progetto, che inizialmente prevedeva una ristrutturazione senza demolizione, Chiari Virtuosa ha attaccato: «E' inaccettabile – scrivono i consiglieri Domenico Codoni e Chiara Facchetti – che i genitori abbiano saputo tanto tardi della situazione ossia che i loro figli saranno spostati al Santellone dopo alcune settimane. Tanti cittadini e genitori hanno appreso in questi giorni che la scuola San Giovanni verrà demolita e ricostruita e che, durante i lavori, i bambini saranno trasferiti temporaneamente nell’ex scuola primaria Varisco, al Santellone. La notizia è stata comunicata in questi giorni al Collegio Docenti e al Consiglio d’Istituto. Alle famiglie, invece, nessuna comunicazione. Al Consiglio Comunale, nessuna informazione. Eppure non si tratta di una decisione dell’ultima ora vista la delibera di giugno. Riqualificare e mettere in sicurezza la scuola San Giovanni è certamente positivo. Il problema è il metodo: parliamo di bambini che dovrebbero cambiare scuola durante l’anno scolastico, famiglie che dovranno riorganizzarsi e un edificio che dovrà essere demolito e ricostruito.
Non esattamente una questione secondaria da comunicare all’ultimo momento. Nemmeno i tempi si conoscono per inizio e fine lavori e per il trasferimento».
La Lega, in maggioranza, ha risposto: «Qualcuno cerca di raccattare voti seminando paure tra le famiglie coinvolte, ma non c'è nulla di cui preoccuparsi. La firma con la ditta che eseguirà i lavori è arrivata a fine agosto, ecco perché gli incontri con personale e famiglie sono stati fissati per la prima metà di settembre. Quanto alla notizia, la delibera di giunta è di fine giugno, quindi è strano che se ne accorgano solo ora».















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