Un libro per settembre
Settembre è un mese delicato. Il rientro dalle ferie ci sorprende troppo velocemente ed il ritorno alla quotidianità scolastica o lavorativa è affrontato da una parte con positività, grazie al relax ed alle energie recuperate durante la pausa estiva, ma anche con spirito tendente all’abbacchiato se si indugia nel languido ricordo del dolce far niente a bordo piscina.
Nell’attraversare questa dicotomia, viene spontaneo chiedersi cosa faremmo se anche noi, come Jocelyne Guerbette (Jo), la protagonista de Le cose che non ho, avessimo un assegno di circa 20 milioni di euro ben nascosto nella suola di una scarpa. Prima di tutto, lo incasseremmo? Lo diremmo a congiunti, parenti ed amici, al popolo e al comune facendo di noi il ricettacolo dei disagi economi e dei problemi finanziari altrui? E cosa metteremmo al primo posto tra i sogni acquistabili come figurine Panini ed i desideri accumulabili come i punti dell’Esselunga? Cosa ci manca per essere finalmente in pace con Dio e col mondo? Jo stila diverse liste: quella dei bisogni, quella dei desideri, quella delle follie, ma, da piccola commerciante di provincia e blogger a tempo perso quale è, con tutto ciò che non ha e che potrebbe avere, temporeggia. E l’assegno rimane lì a far muffa per un po’. Un detto ci insegna che i soldi non fanno la felicità, ma a questo mondo di sicuro neanche la povertà ci permette quel gran godimento... Abbandonati i thrilleroni da ombrellone e le leggere novelle romantiche che se si inzuppano sul bagnasciuga ce ne faremo una ragione perché tanto alla fine tutti i pater vanno in gloria, la lettura di questo breve romanzo d’esordio oggi pubblicato in 35 paesi è stato un processo riconciliante.
In poco più di 140 pagine, Delacourt offre spunti di riflessione sulla condizione di noi piccoli umani di provincia, spogliando la scrittura da ogni forma di retorica e senza la pretesa di convincerci che il denaro non è tutto nella vita. Le cose che non ho si legge per intero in un ancor tiepido pomeriggio settembrino, dalla frase iniziale ‘si mente sempre a se stessi’ (quanta verità in questo incipit!) a quella finale (tranquilli, niente spoiler) ‘grazie per il suo aiuto’, sostituendo al mojito la prima tazza di the caldo della stagione autunnale. E magari, mentre fantastichiamo di vacanze ai Caraibi e Porsche Cayenne, un pensiero andrà anche a chi ha davvero perso tutto, e per tutto intendo anche la vita, nel recente terremoto del Centro Italia. Buon settembre e buona lettura.














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