Dottore, perché scelgo sempre le persone sbagliate?
“Anno nuovo, vita nuova”, questa è una delle frasi che si sente dire più spesso, insieme all’elenco dei buoni propositi per il 2026, che puntualmente vengono disattesi già da metà Gennaio. Dal 2026 mi metterò in forma, mi iscriverò in palestra…le sedute dei miei pazienti in quest’ultimo periodo, prima delle festività, sono caratterizzati da queste fantasie, oltre alla canonica:”L’anno prossimo mi voglio innamorare, speriamo di trovare qualcuno che ci tenga davvero. Dottore, perché scelgo sempre le persone sbagliate?” Per una domanda così apparentemente banale la psicologia ha indagato per millenni le possibili risposte e ogni scuola di pensiero dice la sua.
Ciò che ci fa scegliere un partner sono dei meccanismi complicatissimi che si sviluppano nel nostro cervello, fin dai primi giorni di una relazione. Partendo dal più semplice e maggiormente studiato vi è il circuito della ricompensa. Quest’ultimo, banalmente, ci fa ripetere un comportamento che ci da del beneficio, a volte anche in maniera pericolosamente patologica, come nel caso del gioco d’azzardo o delle dipendenze. Questo e altri meccanismi complessi stanno anche alla base delle relazioni disfunzionali, come quelle di dipendenza affettiva o più ossessivamente definite sui social le “Relazioni Tossiche”; in esse, il piacere lascia spazio all’angoscia, alla frustrazione e alle crisi d’astinenza, quando il partner non ci da quello che vogliamo o ci aspettiamo.
Un altro meccanismo è lo stile di attaccamento: detto nella maniera più semplice possibile, la modalità con la quale siamo stati cresciuti dalle nostre figure di riferimento (solitamente i genitori, ma possono essere anche nonni, fratelli, zii…) ovvero la modalità con la quale ci hanno insegnato a essere amati; quindi, inevitabilmente la riproporremo nella nostra relazione attuale o futura. Di frequente durante le consulenze di coppia, quando mi accorgo che uno dei due partner o entrambi odiano comportamenti e atteggiamenti reciproci, faccio questa domanda “Secondo te, se dovessi fare un paragone, il tuo partner a chi assomiglia della tua famiglia di origine?” Di primo acchito rispondono “A nessuno”, ma pensandoci meglio tutti si correggono con “a mia mamma/ a mio padre/ a mio nonno ecc.”A questo punto chiedo “E con lui come ti comportavi? E lui come si comportava con te?” Queste domande così banali, aprono importanti spiragli di comprensione reciproca e iniziano a far intendere i nostri meccanismi di scelta tra milioni di persone. Le caratteristiche del partner che nei primi mesi d’innesco di una relazione ci fanno perdere la testa e invaghire perdutamente, sono proprio le stesse che a distanza di anni ce lo rendono insopportabile. Per esempio, i primi mesi, è fantastico che lei non decida mai dove si vuole andare e si lasci sempre trasportare nelle uscite serali, ma a distanza di anni iniziamo ad odiare la completa assenza di capacità decisionale e l’insicurezza. La stessa insicurezza che all’inizio ci ha spinto a prenderci cura del cucciolo ferito innescando in noi l’istinto della crocerossina. Se noi abbiamo la tendenza a farci carico dei problemi altrui o di “salvare il mondo” per essere apprezzati, potremmo mai scegliere nella nostra vita una persona diversa? Magari innamorarci di una leader o di un partner completamente autosufficiente che non ci chiede mai aiuto? Ci vorrebbe un manuale intero solo per spiegare in maniera accurata gli stili di attaccamento, ma fidatevi, la gran parte dei nostri “errori” di scelta in tema di relazioni arriva da lì.
Partendo dal luogo comune “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” anche le nostre scelte estetiche non avvengono in maniera casuale. L’assetto ormonale di una donna influenza moltissimo le sue scelte estetiche su un partner maschile: se la donna non assume una pillola anticoncezionale sarà maggiormente attratta da uomini con caratteri sessuali secondari estremamente mascolini, poiché i nostri neurormoni ci portano verso la selezione dei geni migliori dell’altro sesso per favorire il perpetuare della specie. Invece, è stato dimostrato che se la stessa donna viene messa sotto terapia estroprogestinica (come anticoncezionale o per patologie ginecologiche) cambia il suo assetto ormonale, quindi possono cambiare anche i suoi gusti estetici: la donna sarà maggiormente attratta da uomini con caratteri sessuali secondari più aggraziati, delicati, magari un partner maggiormente sensibile, quasi come se fosse un’amica, dato che non c’è più la necessità riproduttiva, ma viene, inconsciamente, dato maggior peso all’aspetto relazionale. “Chi si assimiglia si piglia”, forse, ma è vero anche tutto il contrario.
Anche qui per assetto emotivo, assetto ormonale e periodo di vita che stiamo vivendo, le scelte estetiche possono ricadere su soggetti che ci assomigliano sia caratterialmente che esteticamente, infatti non è raro trovare coppie dove i due sembrino fratello e sorella. In altri momenti di vita invece cerchiamo ciò che è di più lontano da noi, cioè come dicono alcuni, “gli opposti si attraggono”, ma come abbiamo detto prima, sembra solo all’inizio.
E il colpo di fulmine? Anche un evento così magico e sentimentale è tutto finto? In questo caso subentrano altri fattori, uno tra tutti gli odori e i feromoni. Per i nostri amici animali gli odori sono tutto, sono la propria carta d’identità. Anche noi pur definendoci esseri evoluti siamo incredibilmente influenzati, sopratutto nella vita sessuale dagli odori che percepiamo quando siamo in compagnia del nostro partner. Basti pensare che il nucleo olfattivo del nostro cervello (quello che ci fa decifrare gli odori che sentiamo) si trova incredibilmente vicino alla parte più antica dell’encefalo che è la sede delle nostre emozioni.
Non è raro provare un’emozione identica a quando si era bambini, quando percepiamo un profumo che non sentivamo da tempo. Alcuni studi sembrano affermare che il colpo di fulmine si inneschi quando a contatto con il partner, la prima volta, si senta vicendevolmente un odore che il nostro cervello decodifica come simile al latte materno.
In conclusione, la scelta “sempre” del partner sbagliato non è una beffa del destino ma la manifestazione ovvia e reiterata di tutti i nostri irrisolti che, se non affrontati, periodicamente riprenderanno il sopravvento nelle nostre scelte…e inevitabilmente, apparentemente per caso, ricadremo sempre con le persone sbagliate.















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