Biogas, "passano a tutte le ore"

Le proteste dei cittadini del Santellone
Ritratto di Massimiliano Magli

Residenti reporter e sul piede di guerra al Santellone di Chiari, per una battaglia che si trascina ormai da oltre dieci anni in tema di smaltimento fanghi e di biogas.
I cittadini della frazione hanno deciso di ricorrere agli smartphone per documentare cosa accade, fuori dagli orari previsti per il biogas, in un impianto della società Chiari 1.
Ora spuntano le foto ottenute da «Bresciaoggi» dai residenti del quartiere clarense, esasperati dalle continue violazioni agli accorti di conferimento liquami nel complesso per la produzione di biogas del Santellone.
Si tratta di immagini scattate il 22 marzo, in serata, quando non sarebbe ammesso nessun accesso di autobotti per liquami all'impianto.

 
 

La convenzione con tale impianto prevede che tali arrivi possano avvenire unicamente dalle 6 alle 8 del mattino, «ma i conferimenti – spiegano i residenti – arrivano ormai senza alcun criterio, a dispetto degli accordi fissati per rispettare la vivibilità di questo quartiere sia dal punto di vista viabilistico che degli odori».
E infatti le autobotti sono arrivate numerose nella serata del 22 marzo con le proteste dei residenti. 
Le immagini saranno ora depositate in procura dai residenti per documentare quello che è un dato di fatto, mentre si attende la replica del Comune a una vicenda che assume toni surreali.
«Il Comune – spiega il comitato anti odori – ha assicurato rigore nel controllo degli accessi e dato precisi vincoli in termini di orario. Siamo sicuri che davanti a prove tanto schiaccianti non esiterà a intervenire insieme alla provincia per evitare la devastazione del nostro quartiere».
Si tratta dell'ennesimo capitolo di una vicenda che è sotto gli occhi della Procura della Repubblica di Brescia e dell'Ats per la quale i residenti chiedono tempi rapidi da parte della giustizia. «Non ce la facciamo più – spiega un'anziana signora in una delle cascine del Santellone – il passaggio di queste autobotti, spesso ad alta velocità, è peggio del passaggio di un tir, perché parliamo di stradine di campagna e il passaggio avviene anzitutto davanti alle piccole strade di accesso a una scuola materna e una elementare. Non parliamo degli odori che stiamo respirando, a partire da quelli dell'impianto di smaltimento organici della società Staf». Sulla vicenda spunta ora un documento della Provincia di Brescia che chiede pressante al Comune «se siano stati verificati i dati relativi anche al Pua (il rapporto tra capi bestiame delle aziende agricole e le superfici agricole a disposizione per lo smaltimento dei liquami)».
L'attenzione degli enti sul Santellone è altissima, anche perché è uno dei siti che ha registrato in passato livelli notevolmente sopra norma di nitrati nell'acqua, dovendo ricorrere a un nuovo pozzo per la rimiscelazione delle acque potabili.
Sulla vicenda il consigliere di minoranza Fabiano Navoni ha chiesto «massima attenzione da parte di tutti gli enti. Confido che la Procura della Repubblica possa fare chiarezza su una situazione ormai insostenibile».

 

 

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