I bambini scalzi

Ritratto di mavi

Questa cartolina per noi collezionisti di immagini clarensi è conosciuta come "i bambini  scalzi" o  scherzosamente chiamata anche "il cane da traino".
Due elementi che spiccano prepotentemente guardando questa cartolina del 1920.
Ma andiamo con ordine a elencare una panoramica semplice e colorata che contraddistingue questa cartolina "animata".
Siamo in via Vittorio Emanuele II°, l'attuale via XXVI Aprile.
Dev'essere una giornata estiva e ce lo confermano gli abiti smanicati dei ragazzini che camminano e corrono a piedi scalzi per le vie del centro.
Il bambino più piccolo sulla destra sembra stia cercando di tenere il passo del suo cane, quasi lo stesse trainando.
Poco difronte a loro sul marciapiede, vicinissimi ai piedi della bambina che sembrerebbe non degnarsene, fanno bella vista degli escrementi di cavallo.
Oggi si griderebbe allo scempio e alla mala-educazione ma, ai tempi non era inusuale trovarsi questi ricordi tra le vie del centro.
Ricordiamo che le auto non erano così comuni a quei tempi, anche per una città come Chiari.
Poco distante un uomo che con la pala è intento a rimuovere questi inconvenienti.
Sopra di lui, attaccato al balcone compare una sagoma di ferro di cavallo e sul muro adiacente la scritta CALZATURE.
Questo sta a indicare che in quel luogo l'attività calzaturiera era abilitata sia per le persone...che agli animali.
Si pensa inoltre che nel cortile sotto il balcone di destra svolgeva la propria attività un maniscalco.
In definitiva, una delle poche cartoline che bloccano il tempo Clarense con una semplicità e poeticità che difficilmente ora identifichiamo.

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