La Tepa Sport piange il suo papà
L'Italia dello sport e l'industria dell'abbigliamento sportivo hanno perso un grande uomo. (VIDEO IN BASSO)
Ieri, di primo mattino, se n'è andato in punta di piedi Battista Riva, 84 anni, l'uomo che negli anni Cinquanta, con i fratelli Paolo e Rino (ancora in vita), fondò a Rudiano la Tepa Sport, azienda leader per scarpe da calcio e fashion sportivo, al punto da vestire intere squadre di serie A e trovare spassionati testimonial in figure come il presidente del consiglio Giulio Andreotti o papa Giovanni Paolo II.
Residente a Rovato da diversi anni, con la moglie Agnese Urgnani - che lo piange con i figli Angelo, Francesca e Tiberio – era rudianese per vocazione, non soltanto per le sue origini.
Un'infezione lo ha messo al tappeto nonostante la sua fortissima fibra e il prodigarsi di medici e familiari. Dopo alcuni giorni all'ospedale di Chiari era stato trasferito al Civile di Brescia, dove è spirato nel primo mattino di ieri.
Ha avuto due sfortune: quella di dover chiudere una fabbrica per colpa dei potenti della politica e della finanza e quella di non aver avuto dalla politica stessa, nonostante l'avesse auspicato ormai dieci anni fa, la soddisfazione di vedere intestato un luogo alla Tepa Sport a Rudiano.
Contraddizioni folli per chi ha prodotto lavoro, coi suoi fratelli, per migliaia di operai in trent'anni e per chi portava in cuore Rudiano come una sua Gerusalemme celeste. La dimostrazione arrivò due anni fa, quando volle percorrere la Brebemi, insieme a chi scrive queste inadeguate righe in ricordo di un grande amico: «Bellissima – disse – ma bisogna assolutamente prevedere un'uscita con il cartello Rudiano»
C'era con me il nipote Antonio, figlio di Francesca. Lui, come gli altri figli di Battista, sono i migliori testimoni di quanto quest'uomo sia stato splendidamente folle, creativo, felice, ottimista e generoso nonostante la sfortuna che ha vissuto l'azienda che ha fondato e commercializzato in tutto il mondo, dall'Australia all'Argentina. Angelo Brocchetti, assessore allo sport e amico di famiglia: «Sono cresciuto vicino ai Riva. Ho le lacrime agli occhi per quanto è grande questo addio. A Tepa Sport, lo prometto, garantiremo un luogo in quel di Rudiano. Quest'uomo è l'emblema di una galanteria totale, oggi che essere imprenditore significa spesso chiudere lasciando ad altri debiti e difficoltà impreviste».
Pochi mesi fa era arrivata la consolante notizia relativa al marchio Tepa Sport che, dopo essere stato ceduto a diverse intraprese, è stato riacquisito dal nipote Mariano.
Per capire chi è stato Battista Riva, basterebbe citare le sue riunioni a tavola con gli amici più stretti al fiume Oglio. Mentre tutti se ne andavano a fine pranzo, lui si dedicava due passi e andava da solo a rivedere il fiume: «Ardel che! Qui facevamo beghe con quelli di Torre, che lotte, che battaglie e che poesia!».
E' lo stesso uomo che nella sua residenza di Erbusco, negli anni Ottanta, accoglieva, tra gli altri, Azeglio Vicini, per tavolate di cibo e buon vino in cui si abbozzava spesso la prossima formazione della Nazionale di calcio.
I funerali di «Batistì» si svolgeranno domani, martedì, alle 16, a Rovato. Questa sera, alle 20, la veglia alla Casa del Commiato di Chiari.















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