Don Andrea Giovita calciatore europeo

Il prete è entrato a far parte della Nazionale sacerdoti
Ritratto di mavi

Che anche in Vaticano ci fosse un campionato di calcio giocato tra sacerdoti era risaputo, non era noto però che nel nostro paese, l’Italia, esistesse la nazionale dei sacerdoti, chiamata Seleçao come il Brasile.
L’esistenza della nazionale è venuta alla luce per la partecipazione dei sacerdoti italiani al Campionato Europeo, che si è svolto in Slovacchia durante il mese di febbraio.
A rendere la notizia ancora più interessante, per noi bresciani, è stato sapere che tre sacerdoti provenienti dalla nostra provincia fanno parte di questa nazionale e vestono la maglia azzurra del clero. Tra loro, anche un sacerdote palazzolese: si tratta di Don Andrea Giovita, originario di Ospitaletto, che è curato di S. Sebastiano e gioca nel ruolo di difensore di fascia sinistra. Gli altri due sacerdoti bresciani che completano la formazione sono Jordan Coraglia, un veterano della nazionale e curato dell’unità pastorale don Vender in città che di ruolo è difensore centrale, e  Matteo Busi , curato di Borgosatollo e centrocampista di fascia sinistra alla sua prima convocazione.
Abbiamo incontrato Don Andrea per farci raccontare quali fossero le sue impressioni su questa avventura, ecco le sue parole.
«Sono entrato nel giro della nazionale perché si gioca per beneficenza – ha sottolineato Don Andrea -. Si gioca a undici, da quando mi hanno chiamato per la nazionale ci alleniamo vicino a Bergamo di solito al martedì mattina. Cerchiamo di trovarci noi sacerdoti che viviamo nel nord Italia, perché nella nazionale c’è anche un sacerdote che viene da Otranto, e non sempre può partecipare agli allenamenti, come il sacerdote che vive a Roma. Si cerca di partecipare tutti, giochiamo sia a undici che a sette, che a cinque, insomma giochiamo come ci capita».
Chi è il vostro allenatore? «Don Alberto Ancelotti, lui è di Mantova, come è dalla provincia il nostro Carletto (Don Andrea è milanista dalla cima dei capelli alle unghie dei piedi). Non ha potuto venire quest’anno perché la sua parrocchia è intitolata a S. Biagio e così ha dovuto restare in parrocchia. Questo ci ha un po’ penalizzato, perché non avendo nessuno dalla panchina che ci seguiva, nonostante che  ci fosse il suo vice in panchina, non è la stessa cosa».
Come si chiama il vice allenatore?
«Don Davide Ferretti, lui è di Cremona ha cinquant’anni ma gioca ancora bene».
È stata una bella esperienza?
«Si! È stata una bella esperienza, perché ci siamo trovati con altri preti, non solo dell’Italia, oltre al gioco si è condiviso anche i pareri e abbiamo avuto tanti momenti di condivisione. Poi dormivamo tutti nello stesso albergo, dunque è stato tutto bello».
Quanti giorni è durato questo torneo? 
«La manifestazione è iniziata lunedì sera con la S. Messa tutti assieme e si è conclusa con la serata di gala, con le premiazioni e la festa finale, il tutto è durato 4 o 5 giorni».
Voi come siete classificati?
«Noi siamo arrivati undicesimi per la sfortuna dei rigori. Abbiamo giocato la prima partita con l’Ucraina ed abbiamo pareggiato, poi abbiamo pareggiato con il Portogallo, che ha vinto il titolo europeo. Visto che eravamo in parità in tutto, gol fatti e gol subiti, ci hanno richiamato e abbiamo tirato i rigori. Eravamo a freddo, ma abbiamo vinto contro il Montenegro e siamo arrivati 11°».
Quando siete partiti, che piazzamento pensavate di conquistare?
«Noi siamo partiti per arrivare nelle prime otto, perché Portogallo e Polonia che hanno disputato la finale sono di un altro pianeta. La Polonia per esempio ha un campionato interno tra le diocesi, sapevamo che era fortissima. Il Portogallo è un paese più piccolo e si trovano tutte le sere a fare l’allenamento . Noi pensavamo di competere con Croazia, Bosnia ed Austria, invece è andata così»
A quando la prossima avventura ufficiale?
«La prossima avventura ufficiale partirà il 4 aprile a Roma, quando si terrà un evento propagandistico per far conoscere la nostra nazionale, attualmente sono solo due i sacerdoti  del Sud Italia che ne fanno parte, gli altri sono tutti del Nord».
Avete lo sponsor?
«No! Coverciano ci ha dato le magliette e i pantaloncini con la scritta, uno ci ha dato la tuta. Noi andiamo in giro per beneficenza e alcune volte ci autotassiamo. Il presidente non lo abbiamo e recandoci a Roma ad aprile cercheremo di darci una dimensione maggiore. Questo torneo si disputa ormai già da dieci anni, la nostra nazionale è nata nel 2005». Chissà che un giorno, non si possa vedere i sacerdoti della nazionale Italiana sgambettare sul rettangolo verde della nostra città.
La formazione dei sacerdoti italiani è formata da Bonifacio Lopez da Roma, Davide Ferretti da Cremona, Fabrizio Ghisoni da Soncino, Giuliano Rossi da Torino, Pasquale Fracasso da Otranto, Jordan Coraglia da Brescia, Matteo Busi da Borgosatollo, Andrea Giovita da Palazzolo, Antonio Rossi da Cremona, Mietek Oloski da Torino. La squadra è allenata da Alberto Ancellotti, con la collaborazione del vice Ferretti.

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