Macogna, attivisti sotto il Broletto

Continua la lotta alla discarica
Ritratto di Deborah

La diffida non basta e gli attivisti anti discarica hanno voluto ribadirlo un’altra volta, ancora con più forza, sotto le finestre di Palazzo Broletto sede della Provincia, l’ente che di fatto autorizzò la Drr a conferire rifiuti inerti nell’are della Macogna. Si tratta dell’ultimo aggiornamento sul caso della Macogna, l’ex cava che dovrebbe accogliere 1,35 milioni di metri cubi di rifiuti conferiti dalla Drr e che si trova incastonata fra i quattro Comuni di Berlingo, Rovato, Travagliato e Cazzago San Martino.
Un aggiornamento datato lunedì 14 dicembre quando un centinaio di cittadini di tutte le età provenienti dai quattro Comuni partiti da Berlingo, guidati dagli esponenti del Comitato spontaneo anti discarica, sono arrivati in pullman in piazza Vittoria, da dove il corteo ha sfilato fino a raggiungere il cortile del Broletto. Qui hanno srotolato i loro striscioni e intonato cori per protestare contro le deboli prese di posizione da parte della Provincia sul caso Macogna, contro una politica che non difende i propri cittadini e la loro salute.
Dopo proteste, ricorsi, primi conferimenti, analisi che rivelavano presenza di sostanze tossiche ed il sequestro dell’area da parte della Procura, la Provincia di Brescia aveva inviato a metà novembre la diffida alla Drr a «proseguire l’attività di smaltimento rifiuti» perché in contrasto con le prescrizioni «dettate dall’autorizzazione rilasciata il 10 luglio 2013 e la normativa ambientale vigente». Nella diffida la Provincia si riservava anche la possibilità di dare il via ad «ulteriori provvedimenti, se necessari all’esito degli accertamenti in corso da parte della Procura», e demandava al Comune di Cazzago «la predisposizione di un’ordinanza a carico del soggetto responsabile per le operazioni di rimozione, avvio al recupero-smaltimento dei rifiuti».
Una presa di posizione che veniva sì considerata un passo avanti rispetto al passato da parte di Comuni e cittadini, ma era vista ancora come il minimo sindacale visto la situazione creatasi. Il sindaco di Berlingo Cristina Bellini aveva anche sottolineato come la diffida della Provincia alla Drr fosse «non a conferire i rifiuti in generale, ma solamente a farlo senza entrare in contrasto con le prescrizioni e le normative vigenti». Per questo durante la manifestazione del 14 dicembre i rappresentati del comitato anti discarica hanno ribadito come «la diffida della Provincia alla discarica della Macogna è un atto assolutamente insufficiente». 
«Chiediamo – hanno continuato gli attivisti - che il Broletto proceda subito alla revoca dell’autorizzazione concessa. L’autorizzazione provinciale all’impianto Drr, infatti, prevede che in caso di pericolosità o dannosità dell’attività esercitata o nei casi di accertate violazioni del provvedimento stesso, il Broletto possa procedere non solo alla diffida ma anche alla sospensione o revoca dell’autorizzazione».
Nessun incontro con gli esponenti della Provincia, anche perché non era intenzione del comitato avere «l’ennesimo confronto con qualche funzionario che ci dice di non avere la possibilità di prendere decisioni», ma solo la volontà di ribadire chiaramente la loro posizione: la richiesta di revoca immediata dell’autorizzazione alla Drr di conferire rifiuti nell’area. 

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