Terremoto, due clarensi raccontano

Ritratto di Massimiliano Magli

VIDEO IN BASSO C'erano anche i clarensi Emanuele Arrighetti (assessore alla pubblica istruzione del Comune) e l'amico Pierandrea Tomasoni a Kos, mentre è arrivata la terribile scossa che ha guastato l'estate dei tanti italiani presenti, oltre a portare morti e feriti.
«Eravamo in un bar sulla spiaggia – ha spiegato Arrighetti che abbiamo raggiunto al telefono ieri – mentre è arrivata la scossa. E' la prima volta che percepisco un terremoto ed è stato orribile. Una sensazione a dir poco irreale: qualcuno ha avuto nausea, giramenti di capo, altri sono stati male. Fortunatamente dove ero io non ho visto situazioni drammatiche, ma il terrore sì, quello c'è stato».
La prima notte è trascorsa proprio con questo sentimento: «La paura ci ha costretti a dormire sulle sdraio, a fianco della piscina, come consigliatoci dalle forze dell'ordine. Il risultato è che abbiamo patito un gran freddo, perché l'escursione termica in questi giorni è notevole. Non parlo poi di chi è uscito dall'albergo o dalle case praticamente in mutande, trascorrendo la notte fuori in quelle condizioni». Situazione rientrata dunque dopo poche ore? «Nient'affatto – spiega Arrighetti – il terrore e il fastidio sono proseguito per tutto il giorno perché le scosse di assestamento si sono ripetute a centinaia. Credo di non essermene persa una». E l'assessore ha vissuto con il suo compagno di viaggio anche il timore di uno tsunami: «Abbiamo visto dopo poco la corrente arrivare verso la conca della nostra isola, l'acqua alzarsi notevolmente, mentre si formavamo mulinelli ovunque. Diverse barche hanno perso l'ormeggio e sono andate alla deriva». Anche la notte appena trascorsa i due clarensi hanno dormito a fianco della piscina, sotto le stelle, in attesa di un aereo e il sonno leggero.

 

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