Claudia Piccinelli ci racconta le donne che lavoravano «a servese»

Ritratto di giulia

Quando le donne lavoravano «a servese» tra Brescia, Milano e persino in Svizzera, alternando il lavoro di servitrici a domicilio a quello di mondine. Oppure ancora a quello di raccoglitrici.
Il tempo che passa ha cancellato in larga parte questi lavori, ma Claudia Piccinelli, docente di lettere clarense da anni ha avviato un lavoro per immortalare questo pezzo dell’affrancamento femminile. Un affrancamento faticoso, spesso ingiustamente, che le ha spinte in molti casi a sostenere sacrifici di gran lunga superiori a quello dei propri congiunti: madri e lavoratrici in trasferta con due o persino tre lavori.
«Quando non si mondava il riso – ricorda Piccinelli – si impiegavano come donne di servizio in famiglie borghesi, pensando a tutto: dalla cucina al bucato, dal cucito alla pulizia, financo ad essere confidenti della padrona. Dalla Bassa bresciana, come da Chiari sono centinaia le donne che si sono mosse in questa direzione».