Vergogna rimborsi in Alto Adige
Si chiamano e considerano in gran parte tedeschi ma guai a espatriare in Austria. Già, perché il Bengodi lo trovano in Italia con un'autonomia fiscale in grado di consentire a fondo perduto anche il 50% dei finanziamenti per un albergo. In Alto Adige si fa presto così a far brillare una regione salvo poi bestemmiare e insultare per le celebrazioni del 150° (Durmwalder in primis, governatore in carica del Trentino Alto Adige, che tuttavia si trova addosso l'accusa della Corte dei conti per aver speso 1,5 milioni di euro senza apparenti giustificativi).
Ora si scopre che per tra i rimborsi spesa di Freiheitlichen, formazione della destra tedesca indipendentista, figura persino un vibratore acquistato a un sexy shop. Il commento dato dal capogruppo Plus Leitner rispetto a questa vicenda è "che si fosse trattato di un mazzo di fiori sarebbe tutto finito in pane e acqua".
Un'autorete clamorosa, visto che i mazzi di fiori se li deve pagare Plus con il suo reddito e non glieli deve certo pagare il popolo italiano.
Indipendentista, filo tedesco, questo movimento sarebbe bene che lasci il governo alto-atesino e affronti con piacere l'amato vicino austriaco, che tuttavia già in altre occasioni ha fatto chiaramente intendere di non voler gradire la presenza di questi governanti filo-tedeschi ma anche filo-italioti in fatto di costumi.
Noi crediamo compiuta l'era di dover lasciare senza ormai alcun motivo enormi somme in fatto di tasse a queste regioni se non con un federalismo completo e reale. Diversamente si fa solo sperequazione sociale, ancor più grave quando i beneficiari poi, in occasioni istituzionali, sputano sul nostro Paese.















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