A Brescia sono arrivati oltre 100 milioni dal PNRR

Se ne è parlato nel convegno con Ufficio d’Ambito, Acque Bresciane e A2A Ciclo Idrico
Ritratto di giulia

Con oltre 100 milioni di euro arrivati sul territorio bresciano, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rappresentato una leva straordinaria per accelerare gli investimenti nel ciclo idrico (acquedotti, fognature e depurazione) sul territorio. La sfida ora è continuare a investire per tutelare una risorsa sempre più preziosa, completare il superamento delle criticità ancora presenti nella depurazione e affrontare le nuove esigenze poste dal cambiamento climatico e dalla transizione ecologica. È questo il messaggio emerso dal convegno “Investimenti per la risorsa idrica: il PNRR nell’esperienza bresciana”, promosso dall’Ufficio d’Ambito di Brescia insieme ai gestori del servizio idrico integrato Acque Bresciane e A2A Ciclo Idrico, che si è tenuto lo scorso 10 aprile al Brixia Forum. Un momento di confronto tra istituzioni, amministratori locali, tecnici e operatori del settore per fare il punto sull’impatto delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul territorio e sulle prospettive future del comparto.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’Ufficio d’Ambito, Paolo Bonardi, seguito dagli interventi del Direttore Marco Zemello, del Direttore di Acque Bresciane Paolo Saurgnani e del Presidente e Amministratore Delegato di A2A Ciclo Idrico Tullio Montagnoli. Sono quindi intervenuti, per gli approfondimenti tecnici, Mauro Olivieri e Sonia Bozza (Acque Bresciane) e Roberto Romano e Stefania Giacomelli (A2A Ciclo Idrico). I lavori sono stati moderati da Samir Traini, Partner REF.
Le risorse del PNRR arrivate a Brescia si articolano in tre filoni di intervento per complessivi 103,5 milioni di euro. Il primo filone riguarda la realizzazione dell’acquedotto comprensoriale dell’Alta e Media Valle Trompia (Misura 4.1) per un importo di 27,6 milioni di euro. Un intervento che interessa i Comuni di Bovegno, Pezzaze, Tavernole sul Mella, Marcheno, Gardone Val Trompia, Sarezzo, Lumezzane e Villa Carcina e che punta a risolvere in modo strutturale le criticità dell’approvvigionamento idrico della valle. 
Il secondo filone è quello dedicato alla riduzione delle perdite attraverso distrettualizzazione, telecontrollo e monitoraggio avanzato, finanziato dalla Misura 4.2 del PNRR per complessivi 36 milioni di euro, 19 milioni destinati agli interventi di Acque Bresciane e 17 milioni a quelli di A2A Ciclo Idrico. 
Il terzo asse riguarda il potenziamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione, finanziato dalla Misura 4.4 del PNRR per un totale di quasi 40 milioni di euro. Le risorse hanno consentito di realizzare nuovi impianti nei Comuni di Calvisano, Visano e Pralboino (gestiti da A2A Ciclo Idrico) e di ampliare e ammodernare strutture esistenti nei Comuni di Mairano, Calcinato, Leno e Poncarale (gestiti da Acque Bresciane). Si tratta di opere fondamentali per l’adeguamento alle normative europee e la sostenibilità ambientale.
Gli interventi finanziati dal PNRR non rappresentano un punto di arrivo, ma un’accelerazione significativa di un percorso già avviato, che punta a risolvere criticità storiche come le dispersioni idriche e le procedure di infrazione europee legate alla depurazione non ancora pienamente adeguata. 
Le risorse straordinarie hanno consentito di anticipare e rafforzare opere strategiche, senza pesare sulle bollette dei cittadini, all’interno di una programmazione che prevede la realizzazione tra il 2024 e il 2029 di oltre 600 milioni di euro di investimenti. Una programmazione che consentirà di superare la quasi totalità delle procedure d’infrazione ancora pendenti sul territorio bresciano. Il convegno ha evidenziato come il sistema idrico bresciano rappresenti un modello capace di coniugare capacità industriale, pianificazione pubblica e utilizzo efficace delle risorse straordinarie. Un modello che, per continuare a garantire benefici ambientali, economici e sociali, dovrà ora essere sostenuto da condizioni che favoriscano la continuità degli investimenti, in un contesto che presenta ancora criticità da superare ma anche importanti opportunità di sviluppo.
«Il valore del PNRR, per Acque Bresciane, non sta solo nelle risorse economiche, ma nel metodo che ci ha sempre ispirati: tempi certi, capacità di progettazione, trasformazione digitale, integrazione tra pianificazione pubblica e gestione industriale – ha dichiarato Paolo Saurgnani, Direttore Generale di Acque Bresciane -. 
In questi anni abbiamo dimostrato che il servizio idrico può essere uno strumento concreto di politica ambientale e di coesione territoriale, capace di tradurre le scelte strategiche in cantieri, opere e risultati misurabili.
Oggi il vero passaggio culturale è non considerare il PNRR come una parentesi eccezionale, ma come modello di sviluppo in termini di continuità degli investimenti, qualità progettuale, nuove tecnologie e attenzione all’impatto sul territorio». 

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