Al via i lavori per il nuovo depuratore di Barbariga

Acque Bresciane investirà 8 milioni di euro per il primo stralcio dell'opera
Ritratto di roberto parolari

Un depuratore intercomunale, nuovo nella localizzazione e nella tecnologia: è questo l’obiettivo del cantiere presentato nei giorni scorsi a Barbariga da Acque Bresciane. L’impianto, che debutterà con una potenzialità di 15mila abitanti equivalenti ma è destinato a poterne servire 24mila, depurerà i reflui di Barbariga e Pompiano e prevede un investimento di 8 milioni di euro per la realizzazione dell’impianto e del collettamento fognario.
Quest’opera è il primo stralcio dello schema di collettamento della Bassa Pianura Occidentale, destinato a servire in futuro anche Corzano (escluso Meano) e Dello, ed è frutto dell’accordo di programma quadro tra Ufficio d’Ambito, Regione Lombardia, Acque Bresciane e i Comuni interessati. Una volta conclusa, l’opera consentirà la dismissione di due impianti di depurazione obsoleti che attualmente servono Barbariga Capoluogo e la zona PIP, ma soprattutto di eliminare lo scarico non depurato del Comune di Pompiano.
Le fasi successive prevedono il collettamento degli abitati di Dello (capoluogo, frazione Corticelle e frazione Quinzanello) e gli abitati di Corzano capoluogo, Corzano Bargnano e della frazione di Barbariga, Frontignano. Il cantiere per il depuratore, avviato a dicembre, si aggiunge a quello aperto un anno fa per la posa delle condotte di collegamento da Pompiano a Barbariga. Un tratto di oltre 6 chilometri che, con l’impianto di depurazione, consentirà di risolvere l’infrazione comunitaria di Pompiano.
«Per l’avvio del depuratore bisognerà attendere la primavera del 2022 – ha spiegato Mauro Olivieri, ingegnere e direttore tecnico di Acque Bresciane -. Poter contare su un impianto di ultima generazione che porterà benefici evidenti dal punto di vista ambientale. L’impianto di depurazione sarà in grado di trattare fino a 500 mc/ora e sarà costituito da un impianto a fanghi attivi strutturato su due linee parallele per un’elevata flessibilità gestionale: il processo di depurazione sarà garantito pretrattamenti meccanici, da un trattamento biologico per la rimozione dell’azoto e del fosforo e da trattamenti terziari di microfiltrazione finale, oltre che da una sezione di stabilizzazione aerobica dei fanghi». Per la società che gestisce il servizio idrico integrato erano presenti anche il presidente Gianluca Delbarba e il direttore generale Paolo Saurgnani.
Lo schema di depurazione della Bassa Pianura Occidentale sarà a regime al termine dei tre stralci progettuali, quando l’impianto di Barbariga avrà una capacità di trattamento per 24mila abitanti equivalenti. Questo consentirà di dismettere complessivamente otto piccoli impianti già esistenti e ormai obsoleti e di superare le procedure di infrazione comunitaria che riguardano Pompiano, Dello e Barbariga.


Il direttore generale dell’Ato Marco Zemello, presente con il presidente Aldo Boifava, ha sottolineato: «Grazie agli accordi di programma, fortemente voluti dall’Ufficio d’Ambito, sono stati pianificati sul territorio bresciano entro il 2023, oltre 55 milioni di euro di contributi a fondo perduto provenienti dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lombardia. Un’iniezione fondamentale di risorse pubbliche che, nelle difficoltà del periodo, consentono un’ulteriore spinta agli investimenti da realizzare. Questo depuratore intercomunale risolverà molte criticità del territorio legate anche alle infrazioni, come per l’agglomerato di Pompiano attualmente in causa (C668/19) per mancata depurazione. Bisogna ricordare, infatti, che l’Unione Europea ha avviato diverse procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia, per il mancato rispetto della Direttiva 91/271/CE concernente il trattamento delle acque reflue urbane. Problematiche che riguardano anche il territorio bresciano e che richiedono la programmazione di ingenti investimenti, proseguendo quanto già fatto finora. Una sfida importante e complessa per l’Ufficio d’Ambito: la provincia di Brescia si trova con due procedure d’infrazione aperte e i costi degli interventi necessari per superarle superano i 500 milioni di euro. Infine – ha concluso il direttore generale dell’Ato Zemello - ricordiamo che la centralizzazione degli impianti, ove fattibile tecnicamente ed economicamente, garantisce una migliore qualità degli scarichi dei depuratori, anche alla luce dei recenti limiti di emissione introdotti dal Regolamento Regionale 6/2019». 
Presente al via del cantiere, il sindaco di Barbariga Giacomo Uccelli ha espresso «rammarico per il fatto che ci siano voluti 18 anni per realizzare questo intervento» e «grande soddisfazione per essere riusciti a portare a compimento un’opera ecologica nel nostro Comune, anche accogliendo i reflui di altri paesi».
Dello stesso avviso il sindaco di Pompiano Giancarlo Comincini che ha commentato: «Questo progetto è la soluzione ideale perché i piccoli depuratori comunali non raggiungono risultati ottimali. L’importante è depurare e farlo bene, affidandosi a realtà professionali».

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