Cambia la forma ma non il risultato: la Microeditoria fa centro anche da remoto

L’intervento del giornalista Toni Capuozzo ha chiuso la 18esima edizione
Ritratto di roberto parolari

Si è chiusa ieri sera con l'intervento dell'ultimo vip, ovvero l'inviato di guerra Toni Capuozzo, la 18ª edizione della Microeditoria di Chiari. Tutto in remoto, senza la magnifica sede in Villa Mazzotti, che con il suo fascino irresistibile attirava anche i semplici curiosi, ma tanta tanta tecnologia, un primo studio tv della rassegna, una valanga di streaming e di registrazioni, tra Microeditoria Tv e canale Youtube.
E i numeri sono stati uguali, se non superiori, a quelli di quando la Rassegna raccoglieva visitatori in presenza con un centinaio di espositori (quest'anno del tutto mancanti per l'emergenza Covid 19). 10 mila sono i «visitatori» virtuali stimati in questa prima fase dagli organizzatori dell'associazione L'Impronta. Numeri destinati a salire, visto che, come confermato dalla direttrice artistica Daniela Mena, «sono tantissimi i visitatori che accedono ai nostri canali nelle ore successive agli eventi. Tante dichiarazioni ci hanno illuminato in questi tre giorni. Quelle del Ministro ai beni culturali Dario Franceschini che a Chiari ha assegnato il premio di Capitale del Libro e che ci ha elogiato per essere magnifici portatori della bibliodiversità».
Tra le chicche di questa edizione Mena si tiene l'uscita di Marino Bartoletti: «Farcela da provinciali vuol dire avere una marcia in più», quella del botanico filosofo Antonio De Matola e di Gabriele Archetti (Fondazione Cogeme): «Riconoscere la bellezza parte dalla conoscenza e dal rispetto della natura», l'importanza di cogliere l'attimo del fotoreporter sopravvissuto Gabriele Micalizzi: «l'impresa non è nello scatto ma nel superare gli ostacoli che ti dividono a quel momento».
Incoraggianti anche le parole dell'immunologo Alberto Mantovani: «Investiamo molto meno di tanti Paesi, eppure i risultati della nostra ricerca sono spesso superiori. Un motivo in più per investire con determinazione».
Tra i momenti più toccanti, l'intervento di Giuseppe Spatola, redattore del nostro quotidiano, che ha presentato il suo volume «La storia del Coronavirus a Bergamo e Brescia»: pagine più che mai attuali che ricostruiscono un dramma impossibile da dimenticare.
Il sindaco Massimo Vizzardi ha accolto con entusiasmo l'esito di questa edizione: «Già in avvio ero ottimista – ha spiegato – ma i risultati confermano Chiari ancora una volta meritevole del premio di Capitale del Libro che ha raccolto nei giorni scorsi. La Rassegna è l'immagine di una città che non ha voluto fermare la cultura nonostante l'epidemia. E il servizio di biblioteca a domicilio che abbiamo organizzato nelle scorse ore va nella stessa direzione».
La Microeditoria ha un senso della cultura quasi rurale tanto è realistico: per ora, vista la situazione, tutti i grandi sogni restano nel cassetto. Ce n'è uno più importante e maturo sul comò: tornare in presenza nel 2021.
Si è chiusa ieri sera con l'intervento dell'ultimo vip, ovvero l'inviato di guerra Toni Capuozzo, la 18ª edizione della Microeditoria di Chiari. Tutto in remoto, senza la magnifica sede in Villa Mazzotti, che con il suo fascino irresistibile attirava anche i semplici curiosi, ma tanta tanta tecnologia, un primo studio tv della rassegna, una valanga di streaming e di registrazioni, tra Microeditoria Tv e canale Youtube.
E i numeri sono stati uguali, se non superiori, a quelli di quando la Rassegna raccoglieva visitatori in presenza con un centinaio di espositori (quest'anno del tutto mancanti per l'emergenza Covid 19). 10 mila sono i «visitatori» virtuali stimati in questa prima fase dagli organizzatori dell'associazione L'Impronta. Numeri destinati a salire, visto che, come confermato dalla direttrice artistica Daniela Mena, «sono tantissimi i visitatori che accedono ai nostri canali nelle ore successive agli eventi. Tante dichiarazioni ci hanno illuminato in questi tre giorni. Quelle del Ministro ai beni culturali Dario Franceschini che a Chiari ha assegnato il premio di Capitale del Libro e che ci ha elogiato per essere magnifici portatori della bibliodiversità».


Tra le chicche di questa edizione Mena si tiene l'uscita di Marino Bartoletti: «Farcela da provinciali vuol dire avere una marcia in più», quella del botanico filosofo Antonio De Matola e di Gabriele Archetti (Fondazione Cogeme): «Riconoscere la bellezza parte dalla conoscenza e dal rispetto della natura», l'importanza di cogliere l'attimo del fotoreporter sopravvissuto Gabriele Micalizzi: «l'impresa non è nello scatto ma nel superare gli ostacoli che ti dividono a quel momento».
Incoraggianti anche le parole dell'immunologo Alberto Mantovani: «Investiamo molto meno di tanti Paesi, eppure i risultati della nostra ricerca sono spesso superiori. Un motivo in più per investire con determinazione».
Tra i momenti più toccanti, l'intervento di Giuseppe Spatola, redattore del nostro quotidiano, che ha presentato il suo volume «La storia del Coronavirus a Bergamo e Brescia»: pagine più che mai attuali che ricostruiscono un dramma impossibile da dimenticare.
Il sindaco Massimo Vizzardi ha accolto con entusiasmo l'esito di questa edizione: «Già in avvio ero ottimista – ha spiegato – ma i risultati confermano Chiari ancora una volta meritevole del premio di Capitale del Libro che ha raccolto nei giorni scorsi. La Rassegna è l'immagine di una città che non ha voluto fermare la cultura nonostante l'epidemia. E il servizio di biblioteca a domicilio che abbiamo organizzato nelle scorse ore va nella stessa direzione».
La Microeditoria ha un senso della cultura quasi rurale tanto è realistico: per ora, vista la situazione, tutti i grandi sogni restano nel cassetto. Ce n'è uno più importante e maturo sul comò: tornare in presenza nel 2021.
 

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