Canonica verso il recupero

Ma un vile attacco sceglie l'anonimato
Ritratto di Massimiliano Magli

Piccoli passi verso il recupero della canonica a Roccafranca. Il parroco don Sergio Fappani ha infatti avviato una prima raccolta presso tutte le famiglie per favorire il progetto di recupero dell'edificio a ovest della parrocchiale dei Santi Martiri Gervasio e Protasio.

Un progetto impegnativo, visto che l'intero lavoro richiede un esborso di almeno 400 mila euro.
Si tratta di lavori in parte urgenti, visto che parte dell'edificio fa da appoggio alla parete ovest della parrocchiale, per cui un suo rafforzamento consentirebbe di azzerare anche i rischi per la chiesa dal punto di vista statico.
Non parliamo di un progetto legato a una mera ristrutturazione estetica, bensì a un'esigenza drammaticamente urgente, visto che l'edificio è da 11 anni lasciato a se stesso, dopo il grave rogo avvenuto nel 2006, in cui rischiò la vita l'allora parroco don Giuseppe Verzeletti, oggi a riposo nella parrocchia di Chiari.
Un rogo doloso che distrusse gli interni e parte dei solai dalla canonica che non è più stata ritoccata, se non con un modesto intervento di disinfezione a calce. In quell'occasione il parroco fu salvato da alcuni parrocchiani per un soffio, facendolo calare con una scala dalla finestra dell'abitazione.
Il nuovo parroco ha voluto lanciare una sfida per recuperare questo edificio, sottoposto a tutela dalla Soprintendenza ai beni architettonici.
«Siam fiduciosi – dice don Sergio – non sono io che voglio recuperare questo bene, ma la comunità, poiché alla comunità resterà questo magnifico patrimonio».
Su un altare laterale della chiesa è stato posto un tabellone con la cronologia delle somme raccolte.
Ad oggi sono poco meno di 20 mila euro i soldi arrivati in parrocchia, cui si sommeranno a breve aggiornamenti legati ad altri benefattori.
Per don Sergio si tratta di un'autentica impresa. Prete di lunga esperienza, con un carattere forte, a volta con decisioni discusse dai suoi collaboratori, ha voluto andare oltre e promuovere un progetto per certi versi impensabile a fronte di certe critiche.
Ma il lavoro è da fare. E se non lo farà lui, certamente dovrà farlo un nuovo parroco.
Dall'Amministrazione comunale come pure da tanti parrocchiani è stato invece espresso rammarico per una lettera anonima distribuita nelle cassette della posta in cui si attacca questo progetto come il parroco. Un aspetto è oggettivo: don Sergio ha dichiarato senza misteri ogni suo pensiero, a volte scomodamente, forse anche sbagliando talvolta. Ma chi attacca con lettere anonime o diffondendo voci non fa certo il bene della comunità . Ne sanno qualcosa gli stessi amministratori comunali vittime di vili attacchi in campagna elettorale con volantini anonimi.

 

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