Mafia, voto unanime in Consiglio per i beni confiscati

Accolta la proposta 5 Stelle
Ritratto di Massimiliano Magli

Il regolamento per la gestione dei beni confiscati alla mafia è realtà a Chiari, con i voti di maggioranza e minoranza. Il Consiglio comunale ha infatti approvato la normativa locale per la gestione dei beni confiscati o sequestrati alle mafie. Un piccolo grande traguardo, condiviso anche dalla politica esterna al Consiglio comunale, come i 5 Stelle, che avevano avviato mesi fa una raccolta firme e una petizione per sostenere tale regolamento.


Il risultato in aula è tutt'altro che trascurabile, perché la maggioranza ha dato il là a una serie di norme per favorire l'acquisizione da privati di tali immobili, come pure da parte di associazioni ed enti no profit, oltre che dal Comune stesso. Il presidente del Consiglio comunale Alessandro Gozzini ha ringraziato i 5 Stelle per avere sollecitato tale progetto, ma ha precisato: «A Chiari degli immobili sequestrati non esistono edifici disponibili. Esiste un immobile in via XXVI aprile che ha tuttavia requisiti negativi: indisponibile perché il Governo lo ha messo in vendita per recuperare risorse e inoltre è privo di finestre».
Per avere un'idea del cambio di rotta non indifferente, basti dire che decine di Comuni bresciani non hanno mai approvato tale regolamento, per quanto caldeggiato a livello centrale. Ma Chiari era un caso ancora più importante. Infatti qui le confische di immobili alla criminalità organizzata sono importanti. Il dato è stato diffuso dai militanti 5 Stelle di Chiari, che hanno avuto accesso alla banca dati dei sequestri disposti dalla magistratura: risultano «fermati per riassegnazione» ben 13 unità immobiliari di varie tipologie. Un dato che colloca Chiari al terzo posto provinciale nella «classifica» di queste confische. Ma c'è un conflitto di informazioni a questo proposito, visto che il presidente del Consiglio parla di un solo immobile noto al Comune come confiscata.
Il regolamento rappresenta in ogni caso un precedente importante. Il consigliere di minoranza Fabiano Navoni ha chiesto lumi in merito all'immobile finora noto dal Comune. Gozzini ha precisato che «nonostante sia un immobile non adeguato dal punto di vista dell'illuminazione, si valuterà, su richiesta, la possibilità di richiederlo al Governo».
Gabriele Zotti (lista Gozzini): «Esistono altre situazioni poco chiare in questa città e noi auspichiamo che venga fatta chiarezza sul censimento fatto dai 5 stelle. Voteremo in ogni caso a favore».
Chiara Facchetti ha ricordato, ringraziando i 5 Stelle, come «Brescia sia la seconda provincia dopo Milano per beni confiscati alla mafia, con interessi nell'edilizia e nei rifiuti, ma ricordo anche che abbiamo protagonisti locali in evasione fiscale e lavoro nero che contribuiscono a precarizzare la nostra società».

 

 

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