Medaglia d'oro a tre internati militari clarensi

La consegna ai familiari nella cerimonia del 21 settembre a Brescia
Ritratto di roberto parolari

La caserma Goito di Brescia ha ospitato lo scorso 21 settembre, in occasione della “Giornata dell’Internato Militare Italiano”, la cerimonia di consegna di 50 medaglie ai parenti degli internati militari, a ricordo dei soldati bresciani catturati e internati nei lager nazisti dopo l'8 settembre 1943.
Presente alla cerimonia il vicesindaco Roberto Campodonico, assessore con delega alle Associazioni d’Arma del Comune di Chiari, che ha consegnato il prestigioso riconoscimento ai familiari clarensi dei militari italiani internati e deceduti. Il riconoscimento è stato consegnato ai familiari di Angelo Ferrari, classe 1919 deportato nel lager di Hohenstein dall’8 settembre 1943 al 6 ottobre 1945, di Emilio Napoli, classe 1920 deportato nel lager di Hohenstein dall’8 settembre 1943 al 5 settembre 1945, e di Angelo Rossi, classe 1917 deportato dal 26 aprile 1944 all’8 settembre 1945 in Belgio e in Germania, a Dresda e a Potsdam.
«In rappresentanza del Sindaco Gabriele Zotti e su invito del Prefetto di Brescia, dr. Andrea Polichetti - ha commentato il vicesindaco Campodonico -, sono intervenuto alla cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro conferite dal Presidente della Repubblica ai familiari delle vittime italiane di deportazioni ed internamenti nei lager nazisti. In questa cerimonia ufficiale, ho condiviso l’onore di consegnare il prestigioso riconoscimento ai familiari Clarensi dei militari italiani internati e deceduti».
La “Giornata dell’Internato Militare Italiano”, istituita nel 2025, è una data di altissimo valore simbolico: il 20 settembre 1943 il regime nazista ha modificato lo status giuridico dei soldati italiani catturati dopo l’8 settembre, classificandoli non più come prigionieri di guerra ma come “internati militari”, privandoli di ogni forma di tutela, con il solo scopo di impiegarli come forza lavoro a servizio dell’apparato bellico tedesco e sottraendoli alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra.
«Rendere memoria viva di questa pagina - continua il vicesindaco Campodonico - ancora poco conosciuta della storia nazionale significa difendere la dignità dei 650 mila militari italiani che, dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, hanno rifiutato ogni forma di collaborazione con il nazifascismo e con la Repubblica Sociale di Salò e sono stati deportati in Germania e in Polonia nei campi per prigionieri di guerra e nei campi di lavoro forzato del Terzo Reich».
Si stima che dal 1943 al 1945 sono stati da 37 mila a 50 mila gli Internati Militari Italiani deceduti durante l’internamento a causa delle condizioni di sopravvivenza inumane ed i lavori estenuanti.
«La Città di Chiari - conclude il vicesindaco Campodonico - è sempre in prima linea nelle iniziative che consegnano soprattutto alle giovani generazioni la memoria documentaria del nostro passato, da far conoscere in particolare agli studenti delle scuole cittadine come valore culturale condiviso per costruire la Pace, per “osare la pace” come sostiene Papa Leone XIV, per un presente ed un futuro veramente pacificato nel nostro tempo».

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