Polisportiva sfrattata per inadempienza

Il Comune la caccia via con un procedimento coattivo
Ritratto di Massimiliano Magli

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La Polisportiva di Urago d'Oglio da ieri è sfrattata per inadempienze contrattuali dal centro sportivo di via Rudiano. Così ha voluto il Comune, con il sindaco Antonella Podavitte che si è presentata di persona per invitare l'associazione a lasciare il centro, a fronte di un'ordinanza che era stata emessa lo scorso anno, il 3 agosto. Per un'intera stagione il Comune ha chiuso un occhio per garantire la continuità delle attività sportive, ma da un mese a questa parte, con la fine dei campionati, non ha più atteso. A metà giugno ha ripreso possesso della parte cantierata del centro sportivo a sud e ieri della parte già esistente, a nord, con superfici polifunzionali, una superficie coperta con «pallone» e il campo da calcio a 11.
Il sindaco contesta il fallimento del progetto da 2 milioni di euro con cui la Polisportiva, guidata da Daniele Podavitte, avrebbe dovuto far nascere un secondo polo sportivo a sud. Tutto si è fermato a un campo da calcio appena imbastito e a poco altro.
Ieri per garantire l'esecutività dello sfratto sono intervenuti carabinieri e polizia locale, che hanno riscontrato dapprima una resistenza passiva di una decina di volontari della Polisportiva: poi, una volta rimostrate le proprie ragioni al sindaco, se ne sono andati lasciando libero il plesso.
Si chiude così una triste parentesi della storia sportiva locale, iniziata ormai più di un anno fa, con le prime difficoltà nella realizzazione del polo sportivo e le accuse reciproche. La Polisportiva impugna una delibera consiliare in cui il Comune «si sarebbe impegnato per 330 mila euro di fideiussione con il Credito Sportivo», mentre il sindaco ricorda che «le possibilità del Comune erano di 30 mila euro all'anno come garanzia».
Il risultato è che i 330 mila euro richiesti per il primo stralcio non sono mai arrivati, poiché il Credito Sportivo non avrebbe visto sufficienti garanzie.
«Sono venuta di persona – ha detto il sindaco – per avvisare i volontari rispetto al rischio di una resistenza a pubblico ufficiale e a un'ordinanza che non è mai stata sospesa. Spiace per come è andata ma ora bisogna mettere mano al futuro di questo centro, bel bene dei nostri ragazzi».
Il presidente della Polisportiva Daniele Podavitte ha parlato di «un gesto oltraggioso e non meritato, un abuso di potere al quale reagiremo in modo fermo ma con la giustizia, senza ricorrere a resistenze fisiche. Qui c'è la nostra sede legale e poi questo centro è sempre stato tenuto in forma dai nostri volontari: ora che lo sequestrano chi lo seguirà? L'erba da tagliare, la custodia dai furti: sono tutte cose che ora non ci saranno più». La Polisportiva aveva impugnato l'ordinanza di sfratto davanti al Tar ma il Tar ha rispoto che la vicenda non è di sua competenza rinviando il tutto alla giustizia ordinaria: dal 27 luglio, la prima udienza è stata già spostata al 14 settembre e non vi è alcuna sospensiva che potesse impedire al Comune di riprendersi il proprio plesso.
E a settembre? «Noi – spiega il sindaco – abbiamo disposto il rispetto dell'ordinanza proprio per consegnare a un'associazione sportiva una realtà libera da occupazioni abusive. Il bando nostro c'è ma è già stato impugnato dalla Polisportiva: speriamo tutto si risolva al più presto».

 

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