Referendum: il Consiglio dice no

"Porta a porta" non ci sarà consultazione
Ritratto di Redazione

E' stato bocciato il progetto di un referendum da parte del comitato Contro il porta a porta e dall'opposizione consiliare. Lo ha detto la maggioranza del Consiglio comunale di Chiari lunedì sera, riunitosi per affrontare anche questo punto da mesi atteso anche a fronte delle 1459 firme raccolte.
Una delibera che è arrivata in un Consiglio rovente con un contrasto durissimo tra le due fazioni e una sospensione a fronte degli insulti che le parti si sono scambiate. A far scaldare gli animi è stato in primis il consigliere di opposizione (Lista Gozzini) Gabriele Zotti in merito ai dati previsti per il 2015 e quelli effettivamente depositati da Chiari Servizi sulla raccolta dei primi quattro mesi (luglio – ottobre 2015). «Lo scorso anno – ha detto Zotti – la stessa Chiari servizi prevedeva un calo di 700 mila chilogrammi di rsu all'anno con l'arrivo della differenziata spinta. Ora ci troviamo che si è arrivati 1,3 milioni di chilogrammi in soli quattro mesi. Ci sentiamo presi in giro».
Fabiano Navoni (Forza Italia): «Ci dicono che servono 50 mila euro per indire il referendum quando gli altri Comuni lo hanno fatto in economia».
Roberto Campodonico (Lega Nord): «Oggi avere impedito un referendum significa uno schiaffo alla democrazia e non mettersi in discussione affidando alla città una risposta democratica. Non è vero che tutti sono contenti: nelle cascine siamo arrivati ad aumenti di Tari anche fino al 45% in più rispetto a prima».
L'opposizione. Mario Belotti (Pd) ha detto che «la gente l'abbiamo ascoltata e la ascolteremo, nessuno della maggioranza ha sputato sulle firme raccolta per la proposta di referendum. Ma non condividiamo questo strumento. Il disagio manifestato c'è ed è indiscutibile al di là dei gazebo che hanno raccolto tali firme.».
Simonetta Marconi (PD): «La nostra campagna era indecente anche prima, come pure le rogge. Un conto è sostenere il referendum altro è dire che prima si stava meglio».
Ermanno Pederzoli (Chiari Insieme) della maggioranza ha ricordato che «lo sporco vicino ai cassonetti c'è sempre stato e c'erano anche abbandoni da parte degli abitanti degli altri paesi. Credo che questa raccolta sia ormai indiscutibile nella sua efficacia ovunque, tanto che l'hanno fatta anche Comuni di centro-destra».
Infine il sindaco Massimo Vizzardi: «che ha definito legittima la battaglia della minoranza ma anche il fatto che si scontrano con il fatto che sono minoranza e che è la maggioranza ad assumersi la responsabilità di questa scelta politica della differenziata »

Massetti: "profondamente delusi ma sereni"

Pierluigi Massetti è stato l'inventore e coordinatore del comitato per il referendum contro il porta a porta spinto bocciato dal Consiglio comunale di Chiari. «Mi sento profondamente deluso, ma anche sereno come chi si sente tradito senza avere commesso errori. La democrazia va avanti e si trasforma in battaglia civica contro questo modo di fare politica. Sul referendum, ossia sulle richieste di una città, una Giunta non poteva mancare, non poteva tradire».

Massetti, che svolge l'attività di assicuratore, ha ricordato questa avventura: «Bellissima: abbiamo incontrato centinaia di cittadini, sacrificando sabati e domeniche per dare una voce a chi era perplesso nei confronti della raccolta. Statuto comunale e Regolamento di applicazione possono essere contrastanti ma già il prefetto ci disse che avevamo ragione: il referendum poteva essere indetto alla pari dal Consiglio o dalle firme dei cittadini. Ma ve le immaginate 1450 firme che chiedono un referendum peraltro consultivo che viene ignorato. Resto invece soddisfatto di avere sentito la verità: il sindaco Vizzardi che si prende la responsabilità finale e dice quello che avrebbe dovuto dire da subito, ossia che la differenziata spinta si sarebbe fatta senza referendum perché sua scelta al di là di qualsiasi sentire popolare».

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