Follia fiscale: detrazioni vanificate dagli oneri sulle ristrutturazioni
Avete presente le detrazioni per le ristrutturazioni? Dovevano essere un volano all'economia. Ecco pensate che invece ci sono aziende che il volano se lo potranno scordare, specialmente se intervengono a Iseo: già perché qui magari le famiglie si detraggono 2 o 3 mila euro di tasse all'anno per la ristrutturazione (ammesso che abbiano un reddito perché se pagano come certi anziani con i risparmi, in gergo non hanno capienza, ossia fiscalità da stornare, per cui lo stato non rimborsa nulla), ma in compenso il Comune ti stanga con 120 euro al metro quadrato contro i vecchi 21 euro. Per 100 metri quadrati ristrutturati arriverete alla magica somma di 12 mila euro di "nulla": tasse prelevate senza motivo alcuno dai cittadini.
La ferocia di questa operazione è a dir poco imbarazzante.
Di chi è stata questa idea??? Come è possibile colpire in questo modo le tasche dei cittadini in un paese che a questo punto dovrebbe garantire ogni servizio gratuito. Se c'è la crisi, bisogna tagliare la spesa, anche quella amministrativa e sanitaria locale (visto che la sanità locale di certi ospedali è a dir poco discutibile).
Ristrutturare casa ad Iseo e frazioni farà piangere il portafogli. Il Consiglio comunale di Iseo ha infatti varato un nuovo regolamento riguardante il calcolo degli oneri secondari di qualità che renderà interventi come il recupero all’uso abitativo di un sottotetto un vero e proprio salasso per il proprietario. Il rincaro previsto è del 600 per cento, perchè per ogni metro quadrato di costruito all’interno degli ambiti residenziali e dei piani di recupero si dovrà pagare 140 euro di oneri secondari. Nessun risultato hanno portato le obiezioni presentate dai gruppi di minoranza, che contestavano la decisione della giunta Venchiarutti, con Enrico Pernigotto di Yseo nel cuore che poneva l’attenzione sui dati dell’Associazione nazionale costruttori edili che evidenziano come «l’attività edilizia si contrarrà del 15% nel 2013, del 10% nel 2014 e del 3% nel 2015: segni tutti negativi. È evidente che la decisione relativa agli oneri di urbanizzazione penalizzerà lo sviluppo e il recupero urbanistico del paese».
Per questo il leader di Yseo nel cuore ha sostenuto la necessità di un contenimento degli oneri secondari e, con l’appoggio dell’altra forza di minoranza Patto per Iseo, ha voluto ripresentare i testi che erano stati proposti in fase di adozione del Piano di governo del territorio. Durante il Consiglio comunale sono infatti state presentate tre mozioni che avevano come obiettivo l’alleggerimento del peso degli oneri di urbanizzazione: due mozioni riguardavano la riduzione degli oneri in caso di ristrutturazione edilizia dei fabbricati esistenti o di recupero ai fini abitativi dei sottotetti, mentre la terza chiedeva la differenziazione degli oneri tra il capoluogo e le frazioni. Una richiesta che teneva in grande considerazione la crisi del settore dell’edilizia, messo alle strette dalla perdurante crisi economica, e le difficoltà che stanno vivendo le famiglie.
Dopo un’interruzione dei lavori del Consiglio voluta dalla maggioranza di Progetto Iseo, così da poter valutare le tre mozioni proposte dalle minoranze, alla ripresa la giunta ha bocciato tutte e tre le richieste.
Una bocciatura che non è piaciuta alle forze di minoranza che hanno sottolineato che nessun Comune del comprensorio Sebino ha oneri secondari di qualità così elevati e che con «questo meccanismo si scoraggerà il recupero del patrimonio edilizio esistente perchè con queste tariffe chi costruirà o ristrutturerà casa nelle frazioni avrà una sorta di socio occulto al 10%: il Comune di Iseo».
Gli oneri secondari di qualità finora erano calcolati in 21 euro al metro quadro, con il passaggio ai 140 euro attuali se si vuole realizzare un’abitazione di 100 metri quadri bisogna versare al Comune circa12mila euro in più che si aggiungono agli oneri primari e al costo di costruzione, mentre per recuperare all’uso abitativo un sottotetto modificandone la falda si dovrà spendere il 20% in più rispetto al costo di costruzione.
Un vero salasso per le tasche dei cittadini, già gravemente segnate da crisi economica e aumenti di ogni tipo.















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