Cosa cambia nell’urbanistica di Palazzolo

Ritratto di mavi

Il Piano di governo del territorio in vigore dal 2013 che già aveva un discreto ridimensionamento di consumo del suolo, con la previsione di ristrutturazione di aree industriali dismesse ed una salvaguardia delle fascie fluviali, subisce una variante. Ciò a seguito delle nuove normative regionali e provinciali di recente approvate, delle osservazioni di vari enti nazionali, zonali e locali, ma sopratutto per la caduta di domanda edificatoria conseguente alla crisi del settore edilizio che di fatto ha molto ridotto l'interesse allo sfruttamento edilizio delle aree. Sopratutto nel caso delle proprietà già interessate da insediamenti edilizi industriali, il piano è stato revisionato mantenendo in buona parte intatta la precedente filosofia a favore dell'ambiente. Viene così assicurata la salvaguardia della fascia fluviale al fine di creare percorsi pedonali e ciclabili in grado di assicurarne una discreta fruibilità, in parte già esistente ma comunque da potenziare. Il nuovo piano riduce del 10% il potenziale costruibile sull'intero territorio con una riduzione di 500 potenziali abitanti. Ma vediamo le modifiche più significative che riguardano le aree adiacenti al fiume, già nel tempo dismesse o libere. L'area ex Italcementi, già soggetta ad un piano edificatorio ormai scaduto, è stata divisa in due comparti con la riduzione del 26% della superficie di pavimento e con la previsione di una fascia di verde verso il fiume. Anche l'area dell'ex cotonificio Ferrari, trattandosi di un insediamento di archeologia industriale, viene compreso nel perimetro del centro edificato, con tutte le verifiche da eseguire nel caso di ristrutturazione che dovrà essere frutto di un piano particolareggiato, tenendo conto della salvaguardia dai rischi geologici ed alluvionali. Come ho ricordato nel numero di marzo, come pure in precedenti contributi, essendo tale earea compresa anche nel piano d'area della Franciacorta, sarà prevedibile un maggior ripristino della sua originaria vocazione prevalentemente ambientale, vista la sua posizione adiacente al fiume. Infine si conclude la vicenda dell'area posta in fregio a via Sgrazzuti, di fronte alla chiesetta dei "morcc del rus", che rimarrà inedificata a completamento del parco adiacente, con prevalente destinazione a parcheggio: il tutto avverrà con una permuta del volume a suo tempo previsto con un diversa dislocazione in altre zone della città. Per altri comparti del territorio già interessati da edifici industriali viene prevista una conversione in zone residenziali, commerciali e terziarie ottenendo così una riqualificazione urbana che è il maggior obiettivo della nuova urbanistica, utile anche per un rinnovamento edilizio secondo inuovi parametri di sostenibilità energetica, ma sopratutto al fine di ottenere un'immagine più omogenea degli insediamenti urbani.

Vota l'articolo: 
Non ci sono voti