Dopo quarant’anni Gigi Mondini ancora nel cuore di tutti

Ritratto di mavi

"La mischia avanza se si lavora bene insieme", è il motto che ha reso grande il Rugby Rovato.
Ogni famiglia nel comune della Franciacorta conosce lo sport della palla ovale o ha avuto tra i suoi membri almeno un praticante.
Ammontano a circa 4000 i tesserati che negli anni hanno fatto parte della Società, a conferma di quanto essa sia radicata nel tessuto sociale, una realtà che attrae e forma i giovani e, sovente, sforna talenti.
Il Rugby Rovato ha festeggiato i primi quarant'anni celebrando chiunque abbia indossato i colori del Club, ma vi è un personaggio che ha lasciato un segno particolarmente indelebile, Gigi Mondini, il pioniere, la leggenda del rugby rossoblu.
Gigi se ne è andato il 26 agosto di due anni fa. Omaggiare la memoria del primo allenatore (e giocatore) è stato il fil rouge delle celebrazioni.
La scelta è stata accolta con un consenso unanime, non solo quello di coloro che hanno condiviso con lui la fatica sul campo, le vittorie e le sconfitte, i litigi e gli episodi goliardici.

“Domenica 18 settembre.
Ci guardiamo attorno. Il "Pagani" sembra ancora più accogliente col nuovo manto in sintetico.
Raggiungiamo le tante persone che poco più in là affollano il secondo campo di gioco.
Gli sguardi s'incontrano; basta un sorriso, un cenno d'intesa per esprimere un pensiero comune.
Il ricordo va al 1976, a quel piccolo e spelacchiato prato dell'oratorio Don Bosco, tanto angusto quanto prezioso per dar forma ad un sogno.
Da qui il colpo d'occhio è magnifico; chi l'avrebbe mai detto quarant'anni prima.
Quanta strada abbiamo percorso. Tutt'attorno c'è il segno tangibile di un miracolo fatto di passione e volontà.
Siamo davvero in tanti, mai come in questi momenti ci accomuna il senso d'appartenenza e un pizzico d'orgoglio per aver scritto ciascuno almeno una frase di un lungo e appassionante racconto.
Gigi Mondini ne ha firmato un capitolo intero, e anche questo non basta a spiegare cosa abbia rappresentato per il Rugby Rovato.
D'ora in poi il secondo campo di gioco porterà il suo nome.
"Quando gli chiesi di prendersi cura, come allenatore, di un gruppo di ragazzi pieni d'entusiasmo - ricorda Elvio Simonato, che del Rugby Rovato è il padre fondatore - Gigi accettò di buon grado.
E' stata una gran fortuna, non immaginavo che tanta fiducia fosse stata così ben riposta.
Mi rincresce solo di non essere mai riuscito a ringraziarlo di persona", poi la voce gli si smorza in gola.
Altrettanta commozione trapela dalle parole di Fausto Pagani, che è accompagnato dal cugino Flavio.
"Potremmo parlare per ore di tutto quello che Gigi ha dato al Rugby Rovato".
E' vero. Nella mente di quanti l'hanno conosciuto e frequentato come allenatore, compagno di squadra o semplicemente come amico, affiorano mille ricordi e altrettanti aneddoti.
Ma l'emozione prende il sopravvento sul Presidente Onorario quando Fausto accenna all'inscindibile rapporto che ha legato la famiglia Pagani al Club e ricorda come il padre Silvio e lo zio Giulio fossero appassionati supporter della squadra che seguivano anche nelle trasferte più lontane.
Pierangelo Merlini, il Presidente, deve a Gigi la passione e la voglia di costruire qualcosa d'importante. "Il campo che porterà il suo nome ha visto il ritorno del Rugby Rovato in Serie B, speriamo che sia di buon auspicio a tutti i ragazzi".
Ci sono il Sindaco Tiziano Belotti e l'Assessore allo Sport Simone Agnelli a sottolineare l'importanza che il Club ha sempre rappresentato per il Comune e per il territorio, e c'è Alfredo Gavazzi, il Presidente appena rieletto alla guida della FIR, che tanti di noi, Gigi compreso, hanno conosciuto e affrontato sui campi di gioco quarant'anni fa.
Ne abbiamo fatta di strada. Tanti auguri Rugby Rovato”.

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