Franco Ducci, sipario
Chiari perde il suo padre della musica classica e dell'atletica. Si è spento nella notte tra il 28 e il 29 ottobre Franco Ducci, 85 anni, tra i fondatori del Palio delle Quadre, già presidente della Banda Civica Gian Battista Pedersoli, giudice di gara della storica corsa dei quadraioli.
Ma Ducci era anche uomo di grande cultura, burbero e ironico come pochi. Cattolico, conoscitore delle Sacre Scritture, pianista amatoriale che ti accoglieva nella sua pittoresca casa diteggiando sui tasti del pianoforte di casa, per poi dedicare indice e anulare alla sua immancabile sigaretta.
Alla sua età ne aveva scampate non poche: lasciata da tempo l'amata «bionda», a settembre aveva avuto persino la fibra di rientrare in tempo, dopo un infarto intestinale, per guardarsi il suo amatissimo Palio delle Quadre. La sua voce, tra il roco e lo stentoreo, la si riconosceva da lontano, come pure la sua presenza minuta, ma indomita a bordo della motocicletta, dove saliva da trasportato come giudice di gara della corsa del suo amatissimo Palio.
La sorte e la fragilità accumulata hanno voluto che se ne andasse nella notte , dopo che era stato ricoverato per altre ragioni all'ospedale di comunità di Palazzolo. Tornato a casa l'uomo aveva accusato forti dolori e, dopo un passaggio al pronto soccorso di Chiari, era stato condotto al Civile di Brescia dove gli è stato rintracciato il batterio della legionella. Qui è spirato nella notte, lasciando i figli Paola, Elisabetta e Giovanni. Per ragioni di sicurezza è quindi stato sgomberato l'ospedale di comunità a Palazzolo, dove si è svolta una importante profilassi.
«Già gravato dalle sue fragilità – ha commentato la figlia Elisabetta -, la legionella gli ha dato la botta finale. Il giorno peggiore della mia vita è durato un respiro – ha scritto sui social - Il tuo ultimo respiro... Ti ho amato così tanto che tutto ciò mi toglie il fiato. Ciao Papi del mio cuore, ora riposa serenamente e saluta la mamma».
Il sindaco Gabriele Zotti ha salutato Ducci, rilanciando il messaggio dell'assessore allo sport Roberto Goffi: «Chiari è orfana di un grande uomo, un amico, un amante della cultura, dello sport e della musica. Grazie per quanto ci hai donato. Ti devo molto, tu mi hai messo in mano il microfono spronandomi a presentare e a fare lo speaker. Tu ci hai fatto amare l’atletica leggera con la tua passione, con la tua gioia di stare in mezzo ai giovani. Voglio ricordarti così, in piazza durante la serata finale del Palio delle Quadre che tanto amavi e che hai contribuito a creare. Voglio pensare che tu, Mauro Begni e Daniele Rapetti (uomini fondatori dell'atletica clarense) ora siate pronti a organizzare un asta in piazza anche lassù».
Il consigliere regionale Massimo Vizzardi: «Buon viaggio carissimo Franco. Di te porterò sempre nel cuore l'amore vero e sincero per la nostra città, per la tua comunità a cui hai dedicato gran parte della tua vita, la tua splendida passione per lo sport e per l'associazionismo, per lo stare insieme.
Sei sempre stato capace di parlare a tutti, soprattutto ai più giovani, sempre col sorriso e con la battuta pronta, anche con ironia, eri sempre attento a tutto ciò che accadeva nella nostra città. Sei stato un grande dono per Chiari ed ora una grave perdita, un grazie anche alla tua bellissima famiglia che ha accettato di condividerti con tutti noi».
I funerali saranno fissasti nelle prossime ore.

















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