La memoria del paese? E' su Facebook

"Sei di Rocca se..." è ormai un cult
Ritratto di Redazione

Impazza ormai il gettonatissimo profilo su Facebook "Sei di Rocca se..." ideato da Nelea Vegatti. Roccafranchese adottiva, Nelea si è detta a dir poco stupita da questo successo.
Anche a Roccafranca è sbocciata la voglia di condividere memorie mediante Facebook imitando quanto già fatto in altre comunità con «Sei di Rocca se...». Ne è nato un magnifico amarcord per la profondità delle radici che vanno indietro con immagini e ricordi anche di settant'anni. A tanto risale ad esempio la foto con la posa delle campane prima di essere installate sul campanile, dove si vede bene la foto dell'allora parroco don Attilio Tisi. Una foto che era stata timbrata dai Fratelli D'Adda (campanari) e che venne distribuita a mo' di cartolina in tutte le famiglie.
Spuntano poi immagini sorprendenti della piazza negli anni Cinquanta, una piazza che soltanto pochi anni fa ha avuto una intitolazione dedicata all'Europa, mentre prima era semplicemente la piazza di Roccafranca.
Straordinaria anche l'immagine per i lavori di copertura della roggia Villachiara in centro storico, quando ancora in via San Gervasio (allora via Grande) era collocata la farmacia. E ancora le vecchie scuole elementari con la scritta di regime «Chi bestemmia offende Dio e la Patria».
Non mancano spaccati del Vescovato, di Via Castello e di una Roccafranca che come molti centri di allora avevano ancora i canali scoperti in pieno centro storico.
Non si contano infine le immagini di vita comune, dalle feste di paese al mitico torneo delle classi che era un «mundialito» in chiave locale in grado di attirare squadre da tutta la provincia.
Ancora le foto dei coscritti, quelle di vecchie rimpatriate di quarantenni oggi ultra ottantenni... E poi le testimonianze di anni decisamente innocenti «quando – ricorda Beppe Martinelli – i carabinieri ti ritiravano il pallone se giocavi a calcio in piazza».
Poi i ricordi dei negozi del tempo, dalla «Angilina del làt» ai bar di «Arturo e Sirgì», «Pepi Men», la baracca in riva all'Oglio, la forneria Fassoli, il barbiere Livio, la forneria di Mia, il bar del Barone, la drogheria «Baldina Baldina», quella di Severino ecc. E poi i luoghi del paese, come «el Sisaghèt» o «el Pont de Cespòt».
«Tutto questo – spiega la fondatrice della pagina Nelea Vegatti – è nato per caso guardando altre pagine analoghe ma non immaginavo diventasse uno scrigno di memorie tanto emozionante in grado di unire le memorie più insospettate e remote del paese».
E ora anche le tv locali seguono questo nuovo trend: guarda.

 

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