Storioni uccisi dall'inquinamento, Roccafranca rischia un salasso
Poteva essere una risorsa turistica, oltre che economica, di quelle che un Comune sfrutta gratuitamente, grazie all'intrapresa quarantennale di un privato, attirando sul territorio un vero e proprio turismo agroalimentare. Invece il caviale per Roccafranca potrebbe diventare la causa di una vero e proprio default, o comunque di un ingessatura al bilancio per i prossimi anni.
Infatti, le morie di storioni causate dall'inquinamento delle acque all'allevamento Vip di via Convento Aguzzano (siamo appena oltre il confine con Orzinuovi) hanno collezionato cause, intentate dal titolare Giacinto Giovannini, per oltre sei milioni di euro.
L'ultima è stata consegnata in settimana: 1,8 milioni di risarcimenti richiesti dopo la moria subita da questo magnifico allevamento, una perla nel cuore della Bassa tra Orzinuovi e Roccafranca (era lo scorso 30 luglio).
Si tratta dell´ennesima strage: la quinta in una decina d´anni.
A rendere sempre più probabile il giorno della liquidazione dei danni sono le perizie del Consulente tecnico d'ufficio. L'ultima è arrivata a fine 2013. Sul tavolo dello studio di Giovannini ci sono almeno cinque faldoni pieni con centinaia di carte giudiziaria, ricostruzioni, disegni, fotografie: un dossier sterminato con cui ha documentato ciò che ha subito in tutti questi anni il suo allevamento, da cui esce pregiatissimo caviale destinato al mondo intero, Iran e Russia compresi.
Luigi Avanzi, il Ctu, già con la prima perizia raccomandava che «per porre fine alla moria di pesci o diminuire notevolmente la probabilità che ciò possa avvenire, è quanto mai necessario e urgente che lo scarico depuratore venga spostato a ovest di 150 180 metri. Sarà necessario predisporre anche la vasca di raccolta della prima pioggia». Chi si immagina che dopo questo intervento tecnico e imparziale arrivato oltre 4 anni fa qualcosa sia cambiato si sbaglia: il Comune non ha fatto nulla. Il risultato è che sono intervenute altre morie di storioni con in corpo chili e chili di prezioso caviale.
Ma c'è di più: Giovannini ha in mano una seconda perizia del Ctu dello scorso dicembre, in cui grazie a innocui coloranti dell'acqua è stato evidenziato l'inconfutabile tracciato delle acque che inquinano l'allevamento. Tra i responsabili Giovannini ha individuato anche «due vicini coltivatori che, nonostante gli ammonimenti ricevuti, hanno continuato a utilizzare la fertirrigazione senza autorizzazione: con uno la causa l'ho già vinta, con l'altro a breve avrò sentenza e sembra ci siano buone speranze per portare a casa quanto mi spetta. Gli esseri umani, e in primis i nostri amministratori, stanno scherzando col fuoco ma sopratutto commettendo gravi violazioni ambientali».















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