Arnaldo e la "caccia alle streghe"

Gogna social per la dirigente, dopo sospensione docente non vaccinata
Ritratto di Massimiliano Magli

E' imbarazzante vedere cosa sia stato fatto di una dirigente come Tecla Fogliata da alcuni suoi colleghi e da alcuni studenti del Liceo Arnaldo. Alcuni: è un obbligo precisare che alcuni sono, perché non vi sono plebisciti in questa vicenda.

Se l'Umanesimo è la rivoluzione del mondo - e lo è da sempre -, in questo caso ha fatto un giro al contrario dell'orbita civile nell'istituto più umanistico e di belle lettere della provincia...
Qualsiasi sia la declinazione della vicenda, una dirigente di fresca nomina, ma di lungo corso, già attiva a Castelcovati e a Chiari (sede dei due poli scolastici più avveniristici d'Europa), e in altre sedi, sarebbe stata colpevole di aver chiesto a un bidello (odio le pantomime dei lessemi moderni che lo vogliono operatore scolastico) di lavarle l'auto. 
Premetto: se anche fosse successo - e ne dubito fortemente, a meno che non parliamo di un equivoco banalissimo legato magari a una proposta dello stesso operatore - l'approccio di contestazione, correzione, rimedio nato in seno a questa gloriosa scuola bresciana non ha nulla a che vedere con le sue vicende di gloria. L'Arnaldo ne è uscito da cani. 

E per carità, l'Arnaldo ne ha significate di lotte: a volte inutili, faziose, opportunistiche, ma anche di eroiche e vagliate... Ma l'attacco personale alla dirigente diffuso ai quattro venti e a mezzo video sa di tutto il contrario del Giovane Holden e dello spirito dell'Attimo Fuggente

In certi film abbiamo visto contestare docenti ripetutamente fallaci e in mala fede. Una trama legittima e che sta in piedi dopo ripetuti, evidenti e gravi errori.

Ma in questo caso non c'è nulla di simile. Umiliare con una cantoria di studenti nel "sagrato" dell'Arnaldo una dirigente e trovare una docente che irride e provoca la docente Fogliata invece è una gravissima pecca educativa per questo istituto, oltre che un'umiliazione per una persona. 

Tecla Fogliata è una delle migliori dirigenti che, in 27 anni da direttore di testate giornalistiche, abbia incontrato nella mia vita. Posto queste righe e le quoto anche a favore della sua difesa legale se servissero. 

L'attacco subìto da questa donna (peraltro con dichiarazioni di donne, ed è una mia personalissima convinzione che non sia un caso) con parole ai quattro venti, ricorso a filmati con smartphone e pubblicazioni sui cosiddetti social, per me sempre più "merdal", ha significato una grave pagina per il liceo Arnaldo, dopo quella già contestata dalla mia compagna di studi professoressa Nigritella sul fronte vaccini.

In sostanza, il più importante riferimento umanistico sul fronte educativo della provincia di Brescia ha cancellato in pochi attimi ogni certezza. Ma quale insegnamento avranno colto gli alunni da quel maledetto processo all'aria aperta rilanciato nel web, con un presunto colpevole vandalizzato nella sua dignità come una strega di seicentesca memoria...?

I classici insegnano di non dire né di pubblicizzare cose che si possano ricondurre e risolvere nel privato... 
Grazie a Dio ho imparato che le istituzioni che predicano il bene non è sempre detto che di bene ne conoscano... 

Riportiamo in ogni caso la difesa della Professoressa Tecla Fogliata in questo comunicato: 

Comunicato: 

"La Dirigente Scolastica Tecla Fogliata ha intenzione di perseguire in tutte le competenti sedi, giudiziarie e amministrative, chiunque abbia contribuito alla diffusione di una ricostruzione dell’episodio, avvenuto il 13 ottobre c.a., riguardante il collaboratore scolastico, Gerardo Petruzzelli, non corrispondente al vero e lesiva dell’immagine dell’istituto scolastico che dirige e della propria dignità nonché diffamatoria, come potranno confermare nelle opportune sedi i soggetti presenti all’accaduto.
La dott.ssa Tecla Fogliata, inoltre, perseguirà nelle competenti sedi, chi ha strumentalizzato tale ricostruzione non veritiera per sottoporla ad una gogna pubblica davanti a numerosi studenti e alla successiva inqualificabile gogna mediatica, anche attraverso riprese video effettuate all’interno della scuola con cellulari e prontamente diffuse in rete, per fini che nulla hanno a che vedere con la tutela dei diritti di singoli collaboratori dell’istituto, ma da ricondursi a direttive gestionali e organizzative di carattere generale del tutto legittime, non gradite ad un numero minimo di docenti (nell’ordine di circa quattro / cinque docenti su settanta circa), sino ad oggi evidentemente abituati all’autogestione".

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