"Caffaro, il governo è in stallo?"
Caro Direttore,
nei prossimi giorni ci saranno diverse visite istituzionali (Regione, ottava commissione della Camera dei deputati su Territorio e Ambiente, ministro dell'Ambiente Andrea Orlando) a Brescia, occasioni importanti per fare in modo che si possano accelerare i tempi della bonifica del sito Caffaro. Prioritario, in tal senso, è però cancellare al più presto la norma recentemente introdotta dal cosiddetto decreto «del fare» che subordina la qualità dell'acqua alle logiche economiche.
Il sito Caffaro è e deve diventare priorità nazionale anche per il Governo. A tal proposito non ci convince l'ipotesi di “regionalizzare” parte del S.I.N Caffaro senza alcuna indicazione della destinazione d’uso. Non è infatti scontato che la regionalizzazione possa superare lentezze e burocrazia, come dimostra ampiamente la vicenda dei 6,7 milioni di euro “parcheggiati” a lungo a Milano. È la volontà politica che deve cambiare, non altro.
Di seguito il documento e in allegato la sintesi della Convenzione del 24 aprile scorso sul sito Caffaro.
Il D.lgs. 69/2013 in vigore dalla Pubblicazione del 22 Giugno u.s., ha sostituito le disposizione del TU sull'Ambiente n°152/06 ai commi 1 e 2 dell'art.243 (gestione delle acque sotterranee emunte) con l'art.41: “Nei casi in cui le acque di falda contaminate determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all'eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione conformi alle finalità generali e agli obiettivi di tutela, conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti dalla parte terza. ...”
Tale articolo tocca parti sensibili delle questioni ambientali, quelle riguardanti le acque e l'inquinamento, subordinando l'eliminazione delle fonti di contaminazione alla “sostenibilità economica”: sia per le acque di falda sia per il materiale proveniente dalle bonifiche.
È grave che la qualità dell'acqua venga subordinata a logiche economiche e che si introduca il principio della semplice “attenuazione” della fonte che ha prodotto l' inquinamento stesso, anche in presenza di rischio sanitario.
Dunque se chi inquina non ha le risorse economiche per ripristinare la situazione precedente può attenuare l'inquinamento senza eliminare le fonti, scaricando le conseguenze in termini di danni e costi interamente sulla salute e sulla collettività.
Questa novità normativa è perfettamente in linea con lo spirito delle modifiche al D.lgs 152/06 introdotte dal Governo Monti, che, con il pretesto di semplificare, ha allentato obblighi e vincoli per l'attuazione delle bonifiche.
In particolare, secondo il D.lgs 83 del 22 Giugno 2012 convertito in Legge 134 del 7 Agosto 2012: “Nel caso di reindustrializzazione dei siti contaminati, anche di interesse nazionale, …, i sistemi di sicurezza già in atto possono continuare ad essere esercitati senza necessità di procedere contestualmente alla bonifica, previa autorizzazione del progetto di riutilizzo delle aree interessate, attestante la non compromissione di eventuali successivi interventi di bonifica...”; e ancora: “Su richiesta della Regione, con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, sentiti gli Enti Locali interessati, può essere ridefinito il perimetro dei siti di interesse nazionale, fermo restando che rimangano di competenza regionale le necessarie operazioni di verifica ed eventuale bonifica delle porzioni di siti che, all'esito di tale ridefinizione, esuli dal sito di interesse nazionale”.
Considerando la situazione bresciana le norme possono avere implicazioni rilevanti, basti pensare al sin Caffaro, ma non soltanto.
La norma appena approvata e relativa alle acque di falda inquinate, potrebbe consegnarci conseguenze disastrose per l'ambiente e per la salute. Basti ricordare le concentrazioni significative rilevate dell'Arpa e dell'Asl di varie sostanze inquinanti come il cromo esavalente, solventi clorurati, idrocarburi, nitrati nelle acque di falda della città.
La possibilità di riperimetrazione, invece, con conseguente regionalizzazione di parti dei siti inquinati di interesse nazionale, è stata colta dalla Regione Lombardia il 23 aprile 2013 scorso con la Mozione concernete figli interventi per la messa in sicurezza e la bonifica del sito di interesse nazionale “Brescia Caffaro”(D.c.r. X/13). La delibera ha invitato la Giunta Regionale “a proporre la riperimetrazione del sito di interesse nazionale, con l'obiettivo di definire dettagliatamente le aree di competenza dei diversi soggetti istituzionali coinvolti” e, non contenta: “a promuovere la riscrittura del D.lgs 152/2006 nella parte riguardante le bonifiche (siti di interesse nazionale) attribuendone le competenze operative alle regioni:” L'invito mirerebbe secondo i proponenti a superare i ritardi e gli ingombri burocratici; senza negarli, la soluzione prospettata contrariamente alle attese, potrebbe rappresentare una ulteriore incognita pericolosa per la situazione bresciana. Semplificazioni e regionalizzazioni non automaticamente sono una condizione positiva, tanto più quando, trattandosi del sin Caffaro, siamo in presenza del sito più importante a livello europeo per vastità e gravità di inquinamento e l'aspirazione, in tempi di scarsità di risorse finanziarie, è quella di avvalersi dei finanziamenti europei.
In questa prospettiva è la volontà politica ai diversi livelli istituzionali a doversi modificare, a partire da quella nazionale; non si tratta soltanto di affrontare la bonifica, ma anche di trascinare nuove attività e occupazione a vantaggio dell'intera economia e di un ripensato modello di sviluppo realmente sostenibile.
Quanto D.Lgs 69/2013, condividendo la dichiarazione del Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando: “il Governo riveda profondamente una posizione del tutto inaccettabile su un bene comune come l'acqua”, l'art.41 va cancellato. Tanto più considerando il contrasto di questo articolo con il principio “chi inquina paga” su cui si fonda la politica europea e le possibili sanzioni cui l'Italia potrebbe andare incontro.
Apprezzabili invece, nell'auspicio di un significativo avanzamento nella realizzazione della bonifica delle aree inquinate, le preannunciate visite e audizioni presso il S.I.N Caffaro della Regione Lombardia, della VIII° Commissione della Camera e del Ministro Andrea Orlando.
L'urgenza non è infatti superata dopo la Convenzione definita tra Ministero dell'Ambiente, Regione Lombardia, Comune di Brescia e Sogesid, dove gli interventi previsti per i prossimi due anni, rappresentano soltanto un avvio parziale e, per lo più, ancora di Messa in Sicurezza in Emergenza.
Oriella Savoldi - Segreteria Cgil Brescia
Antonella Albanese - Ufficio ambiente Cgil Brescia













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