Roccafranca.
Graziella e via, su e giù per le strade del Vescovato. Giornate intere trascorse tra bicicletta, il cercare rane, giocare a palla e immaginare il proprio futuro. Alla sua Graziella si affiancava la moto da cross di Ermanno Borella, amico inseparabile. Io c'ero, nel Vescovato di quegli anni. Si giocava e ci si tirava per il culo allegramente. Era una piccola oasi rispetto alla violenza verbale e fisica che altri giovanotti più grandi di me mi regalavano tra oratorio e piazza. Il Vescovato, historia docet, era e resta un luogo dove crescere tranquilli.
Valter Paneroni di mezzo a ieri e a oggi ci ha messo l'arte del vetro di Murano, una di quelle invenzioni d'arte che turerebbero la bocca a chiunque volesse ricordare la Roccafranca Comune economicamente depresso degli anni Ottanta.
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in dialogo con Aldo Cazzullo per il centenario dell'Istituto Salesiano
Onde Musicali sul Lago d’Iseo non si ferma
Addio a Franco Baresi
Si è spento don Antonio Mazzi