Un uomo che ha cancellato il proprio passato, un invito misterioso e un ritorno in Italia, a Brescia. Sono gli elementi da cui prende avvio «Il freddo in faccia», il nuovo romanzo di Fabrizio Senici, pubblicato da Liberedizioni con la prefazione dello storico ed ex sindaco di Brescia Paolo Corsini. La storia si sviluppa tra il presente e il ricordo degli anni di piombo, intrecciando memoria storica e interrogativi sulle scelte compiute nel passato.
Dietro il nome argentino di Javier si nasconde infatti un’altra identità: quella di Francesco Santi, giovane militante della sinistra radicale negli anni Settanta. Il suo ritorno in Italia lo porta a confrontarsi con una storia che sembrava ormai lasciata alle spalle, ma che torna a chiedere risposte. Il romanzo diventa così un viaggio tra segreti, nostalgia e senso di colpa, sullo sfondo di una Brescia segnata dalle tensioni e dalle vicende degli anni di piombo.
Roccafranca.
Graziella e via, su e giù per le strade del Vescovato. Giornate intere trascorse tra bicicletta, il cercare rane, giocare a palla e immaginare il proprio futuro. Alla sua Graziella si affiancava la moto da cross di Ermanno Borella, amico inseparabile. Io c'ero, nel Vescovato di quegli anni. Si giocava e ci si tirava per il culo allegramente. Era una piccola oasi rispetto alla violenza verbale e fisica che altri giovanotti più grandi di me mi regalavano tra oratorio e piazza. Il Vescovato, historia docet, era e resta un luogo dove crescere tranquilli.
Valter Paneroni di mezzo a ieri e a oggi ci ha messo l'arte del vetro di Murano, una di quelle invenzioni d'arte che turerebbero la bocca a chiunque volesse ricordare la Roccafranca Comune economicamente depresso degli anni Ottanta.
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in dialogo con Aldo Cazzullo per il centenario dell'Istituto Salesiano
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Si è spento don Antonio Mazzi