Bordogna Casseforti: da oltre 80 anni una storia di sicurezza tutta italiana

Eccellenza del territorio tra eredità e innovazione
Ritratto di Benedetta Mora

Il nome Bordogna Casseforti è sinonimo di sicurezza, innovazione e qualità made in Italy. Nata nel 1943 a Palazzolo sull’Oglio, l’azienda ha saputo evolversi da piccola officina artigianale a leader nazionale e internazionale nella produzione di casseforti, armadi blindati e soluzioni per la custodia di valori. Fondata da Ottorino Bordogna, l’impresa ha saputo consolidare la propria identità nel secondo dopoguerra, rispondendo alle esigenze di banche, gioiellerie, enti pubblici e privati cittadini in cerca di protezione per i propri beni. Il punto di forza della Bordogna è da sempre l’equilibrio tra tradizione manifatturiera e ricerca tecnologica.

INTERVISTA A LUCA BORDOGNA, AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA BORDOGNA CASSEFORTI E FONDATORE, NEL 2019, DELLA BORDOGNA TRADING SRL.  

Chi sono oggi i principali clienti del settore: aziende, privati o istituzioni? “Oggi la nostra produzione si divide in due filoni principali: la carpenteria conto terzi/lavorazione lamiere, che ovviamente ha come clienti principa li aziende private in numerosi settori quali il medicale, il tessile, l’alimentare, il petrol, l’energetico, ecc... e la sicurezza commerciale, ovvero il prodotto a marchio Bordogna Casseforti che viene distribuito attraverso una rete di rivenditori nazionali (circa 700) e di distributori in tutta Europa e in diversi paesi Extra UE; il prodotto è progettato principalmente per l’uso privato (abitazione, ufficio, azienda) ma abbiamo anche delle linee dedicate alle istituzioni, al settore della difesa ed al settore bancario. Sul mercato siamo i produttori in grado di offrire la gamma più ampia di possibilità, mantenendo un livello qualitativo elevatissimo”.

Come la tecnologia e il design hanno cambiato il mercato della sicurezza? “Il settore della sicurezza, in particolare quello della sicurezza passiva — come casseforti, porte blindate e inferriate — non è mai stato noto per la sua dinamicità in termini di innovazione tecnologica o di design. Questo almeno fino a quando non abbiamo deciso di rompere gli schemi, rivoluzionando il concetto stesso di cassaforte. Con i nostri nuovi progetti, abbiamo superato la tradizionale visione della cassaforte come semplice scatola metallica da nascondere, trasformandola in un vero e proprio elemento d’arredo: un “mobile di sicurezza” pensato non per essere celato, ma per essere esposto e valorizzato anche dal punto di vista estetico. Abbiamo intrapreso questa strada diversi anni fa e, ancora oggi, restiamo gli unici sul mercato capaci di coniugare sicurezza e bellezza in un unico prodotto. I risultati parlano chiaro: il mercato apprezza e premia questa nostra scelta, e ci ha permesso di espanderci verso segmenti sempre più esclusivi e di nicchia”.

In questi ultimi anni si parla spesso di continuità aziendale affidata ai figli o ai nipoti dei fondatori. Tu sei uno di quelli e l’unico della famiglia Bordogna a portare avanti il progetto di Ottorino. Quanto pesa questa eredità? “Gestire un’impresa con 60 dipendenti è, di per sé, una grande responsabilità. Se a questo si aggiungono oltre 80 anni di storia e tre generazioni che si sono succedute alla guida dell’azienda, il peso di questo ruolo diventa ancora più significativo. Eppure, proprio questa eredità rappresenta la mia più grande motivazione: un richiamo costante a fare bene, a perseverare, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. La nostra storia è un motivo di enorme orgoglio per me e, spero, anche per tutti i nostri collaboratori e per il territorio in cui operiamo. È proprio questa identità costruita nel tempo che ci dà la forza e la determinazione per continuare a crescere, portando il nostro marchio in un numero sempre maggiore di Paesi nel mondo. Il nostro obiettivo non è solo consolidare la nostra posizione nel settore della sicurezza, ma anche afferma ci sempre più come espressione dell’eccellenza italiana”. Bordogna è partita come una semplice bottega per la lavorazione dei metalli per diventare un colosso nazionale, leader nel settore sicurezza.

Quanta strada è stata fatta e quanta è ancora da fare? “La strada fatta è quella che ci si può immaginare dopo 82 anni di storia e di lavoro, basti pensare che alla sua apertura l’officina di Ottorino non era altro che un piccolo ripostiglio con un banco da lavoro. Oggi con tiamo più di 60 collaboratori e utilizziamo macchinari all’avanguardia in un’azienda moderna che guarda con orgoglio al proprio passato e con entusiasmo al proprio futuro. Davanti a noi la strada da fare è ancora molta: abbiamo numerosi progetti in fase di sviluppo e molteplici opportunità di crescita in mercati differenti, pronti ad accogliere le nostre idee . 

 

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